Esposizione a Castiglione Olona (VA)

Castiglione Olona (VA), la Collegiata

domenica scorsa, limpidissima giornata estiva, ho partecipato, insieme a Giulia Frassinetti, all’esposizione “L’arte incontra il borgo”, a Castiglione Olona.
Nel video che segue le immagini dei nostri quadri esposti si alternano ad altre che mostrano alcuni punti caratteristici del magnifico borgo.

video su Castiglione Olona e sulla nostra esposizione
Locandina della manifestazione
Godersi un po’ di fresco nei palazzi rinascimentali dai muri spessi a Castiglione Olona (VA).
Foto scattata da @giuliafrassinetti 

week-end artistico

Lo scorso fine settimana è stato davvero intenso ma anche molto soddisfacente dal punto di vista artistico!
Come già detto domenica 27 ho partecipato alla manifestazione “Albino in Arte“, ad Albino, (VIDEO SUL MIO CANALE YOUTUBE ARMONIEONLINE) in provincia di Bergamo: tanta gente per le strade, musica dal vivo e tante piacevoli esibizioni, per adulti e per bambini.

AI SEGUENTI LINK FOTO UFFICIALI:

FOTO DI FABRIZIO CARRARA
FOTO DI MAURO MONACHINO

Tante le persone che si sono fermate a guardare o a fotografare i miei quadri e a chiedermi informazioni, diversi bimbi incuriositi da questa “strana” tecnica del pastello, da questi colori che si sfumano con le dita: così ho fatto provare anche loro a stendere un po’ di colore sul mio disegno.

L’opera “Green Soul”, realizzata durante la manifestazione, è un pastello che ha come supporto la carta verde chiaro di un numero del corriere della sera dedicato all’ecologia…

… lasciando volutamente in evidenza alcune “parole chiave” o frasi significative.

Ma, a parte l’esperienza di domenica, anche il sabato è stato per me un soddisfacente momento conclusivo per un’attività portata avanti anche quest’anno nonostante le difficoltà dovute alla pandemia: si è infatti svolto il saggio finale del Music Lab a Busto Arsizio (VA), dove ormai da qualche anno tengo i miei corsi di disegno e pittura.

Mentre gli allievi dei corsi di musica si esibivano sul palco, i ragazzi che hanno frequentato i corsi di disegno hanno creato sul momento questi due grandi pannelli (immagine in alto); le due suggestive immagini sono state realizzate con spray e pastelli morbidi su cartoncini neri da Jasmine, Eleonora, Sofia e Luigi, con il contributo di alcuni dei ragazzi iscritti ai corsi di musica che hanno voluto provare le tecniche che stavamo utilizzando.

Altri lavori realizzati sul posto sono stati i grattacieli al tramonto in stile cartoon di Roberto, con Omer Simpson in primo piano, ed un personaggio totalmente inventato da Jessica, dedicato alla musica ed in particolare al Music Lab, colorato con gli acquerelli.

Nel cortile è stata anche allestita l’esposizione di alcuni lavori eseguiti dagli allievi durante l’anno.

I corsi di disegno e pittura del Music Lab di Busto Arsizio (VA), per adulti e ragazzi, ripartiranno all’inizio di settembre: come sempre è possibile partecipare ad una lezione di prova prima di iscriversi; non richiedono una preparazione artistica iniziale e permettono di apprendere tecniche e trucchi per realizzare splendide immagini.

riemersione

Riemersione“, acrilico e foglia oro su tela, cm 40×40

Che voglia di riemergere, di prendere una boccata d’aria! Che voglia di arte! Sommersi sotto una sottile superficie bidimensionale sognavamo una vita in 3D all’aria aperta e… bellezza in abbondanza.

E che voglia di farsi sfiorare dal brusìo prodotto dalla gente che passeggia rilassata o che conversa seduta ai tavolini dei bar!

Il “bello” ci aiuta, e quando non possiamo lasciarci inebriare dalla magnificenza della natura sentiamo l’impellente necessità di produrre bellezza, anche in spazi chiusi e angusti: proprio nei momenti sommersi di questi ultimi due anni ci siamo resi conto che l’arte non è un di più, al contrario è un indispensabile balsamo che lenisce, una carezza che calma, una “medicina” che fluidifica ed alleggerisce la consistenza di un tempo troppo denso ed opprimente.

Per questo non vedo l’ora di mettermi a disegnare all’aperto con i miei pastelli morbidi, e di godermi l’atmosfera festosa di una manifestazione artistica all’aria aperta per la quale mi ero candidata e alla quale avrò il piacere di partecipare domenica 27 giugno ad Albino (BG).
La manifestazione è organizzata dall’associazione artistica “Arte sul Serio” e la partecipazione da parte degli artisti è gratuita, ma bisogna superare una selezione ed io ho avuto l’onore di ritrovarmi tra gli artisti invitati ad esporre e a realizzare un’opera per le vie della città.

E se fino ad ora ho legato il nome di questa città ad un altro genere di espressione artistica (nel 2019 ho partecipato in qualità di corista dell’Ensemble vocale femminile Music Picta diretta dai Solisti Ambrosiani alla rassegna musicale “Albino Classica”) adesso ad Albino avrò la possibilità di esprimermi attraverso le arti figurative.

Perciò… se volete assistere dal vivo alla realizzazione di uno dei miei occhi a pastello su carta da pacco vi aspetto domenica 27 giugno ad Abino (Bergamo)!

A QUESTO LINK, INFORMAZIONI PIU’ DETTAGLIATE.

Metamorfosi

Da domani fino alla fine di marzo alcuni miei lavori resteranno esposti presso 14 Art Gallery Cafè a Castellanza (VA).
Fra poco saremo in zona arancione, ma ho voluto esporre comunque alcune opere al piano terra del locale: la mia mini mostra sarà comunque dedicata a chi passerà di qui per un un drink o un caffe al volo! Se poi, mentre ordinate uno spuntino saporito volete buttare un occhio verso il soppalco, vedrete l’immagine di una ragazza che, a mo’ di moderna icona su fondo oro, vi inquadrerà con il suo smartphone per fotografarvi.

L’arte in ogni caso continua a vivere, e non si ferma. Anzi, più che mai ora ci sostiene e rende la vita un po’ più leggera, facendoci volare con l’immaginazione.

METAMORFOSI… da inizio pandemia, in questo insolito periodo, abbiamo messo in moto risorse che nemmeno pensavamo di possedere, ci siamo adattati, trasformati: tutto si è modificato, dal lavoro, ai rapporti interpersonali; tutto è in divenire, difficile fare progetti.

METAMORFOSI… in campo artistico amo sperimentare linguaggi e tecniche, e questo mi rende forse poco riconoscibile: ma l’arte è, dal mio punto di vista, una ricerca continua. Anni fa il mio stile era sobrio e pacato, mentre ora il colore irrompe sulle mie tele o su lastre di materiale trasparente. Alle superfici opache e gessose di allora si contrappongono ai colori smaltati. Anche per quanto riguarda i soggetti sono passata dalle immagini prospettiche dei trompe l’oeil, all’architettura disegnata o dipinta, per dar infine libero sfogo a quella che è stata la mia passione fin da bambina: la rappresentazione della figura, con lo studio dei diversi dettagli del volto.

METAMORFOSI… affascinata da dripping e fluid art, ma anche dalla resa realistica dei soggetti, attratta da trasparenze e riflessi, mi piace provare ad accostare il colore fluido, che come magma dai movimenti imprevedibili, incontra immagini progettate e curate nei dettagli.

METAMORFOSI… se usciremo dalla zona arancione durante questo mese di marzo anche la mia piccola esposizione si ingrandirà, occupando la sala al piano superiore… tutto è imprevedibile, tutto è in trasformazione.
Per ora c’è una piccola rappresentanza dei miei quadri sull’arte e l’architettura del Seprio (4 opere: “il bosco incantato” – nell’immagine in basso: clicca qui o sull’immagine per saperne di più) -, “Volumi e Superfici”, “Arsago Seprio” e “Torre Colombera di Gorla Maggiore”)…

più una serie di occhi, volti, labbra accompagnati da esplosioni di colore, talvolta vivacemente informali. –clicca qui o sull’immagine dell’occhio per saperne di più- . Tra i volti, è esposto “the Black Beauty”, di cui parlo a questo link.

METAMORFOSI… i miei colori vi aspettano a Castellanza (VA) in via Vittorio Veneto 19.
Le opere esposte sono in vendita.



Magma azzurro – n°5 virtual gallery

“Magma azzurro”, 2021, cm 30 x 40; tecnica: acrilico su tela

OPERA N° 5 VIRTUAL GALLERY

“In questo periodo solo una piccola parte di noi è leggibile, come la punta di un iceberg che cela un mondo sommerso, oscuro e nascosto…un mondo che è sogno, paura e desiderio, azzurro magma ribollente dai contorni indefiniti. Agli inquieti gli sguardi è affidato il compito di comunicare l’incommensurabile.”

Così ho descritto il mio ultimo quadro, intitolato “Magma azzurro”.

Dopo le opere dal sapore un po’ retrò, ispirate all’architettura storica della mia zona, mi sono spesso dedicata alla rappresentazione di sguardi, cercando di coglierne l’intensità…come attratta da pupille simili a finestre enigmatiche sull’abisso interiore, ho ritratto occhi caratterizzati da molteplici espressioni, colori e riflessi.

A QUESTO LINK L’ARTICOLO: “IL MONDO RIFLESSO IN UNO SGUARDO”

L’acrilico su tela delle immagini in alto è nato in un periodo di sorrisi celati nel quale, osservando questa muta finestra sull’anima, provo a cogliere ogni minima sfumatura di espressione.
Realizzato nel corso di queste insolite vacanze di Natale, a cavallo tra la fine di un 2020 percepito da molti come un periodo nefasto da dimenticare e l’inizio di un 2021 sul quale si sono riversate mille aspettative e speranze, esprime nella sua parte astratta l'”ignoto” che causa inquietudine ma anche desiderio e sogno di sereni cieli azzurri.
Gli occhi sono ispirati ad una foto che mio marito mi ha scattato nel 2000, in un momento nel quale il mio sguardo era stato improvvisamente catturato da qualcosa.

Nel mio quadro sono però gli occhi sono di due colori differenti: l’indaco del cielo poco prima dell’alba e l’azzurro del mare.

“Magma azzurro” accosta informale e figurativo: l’intento di far dialogare casualità e progetto, leggibile ed interpretabile fa infatti parte della mia più recente ricerca artistica.

“Magma Azzurro” ha preso parte all’esposizione virtuale organizzata dal CAB di Busto Arsizio (VA)
#IORESTOACASAINTANTOLAVORO
Che ha permesso a molti di esprimersi e di avere visibilità anche in un periodo così difficile per ogni forma di espressione artistica. L’iniziativa recensita su diversi quotidiani online.
A QUESTO LINK L’ARTICOLO DI MALPENSA 24
A QUESTO LINK L’ARTICOLO DI L’inform@zione online



Il colore della luce

Matteo Olivero, “Paesaggio invernale”, olio su tela, 1911-1914

Apro questo articolo con una piccola tela di un pittore saluzzese, compaesano molto ammirato dal mio nonno pittore.
Di che colore sono le ombre sulla neve? Le ombre sono più scure della neve illuminata dal sole, quindi verrebbe da pensare che, dovendole dipingere, si dovrebbe scurire il bianco con un po’ di nero per rappresentarle.
E invece no: gli impressionisti, come altri artisti che hanno compiuto ricerche sulla rappresentazione della luce, come Macchiaioli, Divisionisti e Puntinisti, hanno scoperto le ombre colorate. Perciò in questo quadro esposto a Novara alla mostra “Divisionismo. La rivoluzione della luce” le ombre non sono grigie (bianco + nero) ma azzurre. In realtà non sono solo azzurre: avvicinandosi all’opera si notano anche puntini gialli e arancio, sia sulla neve che all’interno delle ombre.
Ingrandendo bene l’immagine a QUESTO LINK , che mostra un altro quadro di Olivero, piccole pennellate arancioni sono accostate a quelle blu ciano per creare le ombre.
Arancio e blu sono colori complementari tra loro. Ma cosa significa “colori complementari”? Ecco una slide del mio corso di disegno online che lo spiega:

Spesso dico ai miei allievi di mescolare un po’ di arancio al blu per “spegnerlo”, così come dico di aggiungere del rosso magenta al verde per lo stesso motivo. Spesso però, dipingendo il fogliame degli alberi visti da lontano nei dipinti murali di grandi dimensioni, mi è capitato di aggiungere puntini di rosso magenta al verde nelle zone di ombra, senza mescolarli, ottenendo così un’immagine molto luminosa: ho fatto quindi ciò che anche i divisionisti applicavano nelle loro opere, ho lasciato i due colori separati per far sì che apparissero mescolati tra loro quando l’immagine veniva vista da lontano.

Una mia riproduzione in acrilico su tela delle due opere “Beech Forest” e “Birch Forest” di Klimt

In queste due mie riproduzioni dei quadri di Klimt “Beech Forest” e “Birch forest”, il tappeto di foglie, che ha come colore dominante l’arancio, contiene anche piccole pennellate di azzurro (complementare dell’arancio) e di verde.

Particolare di “Sole e brina”, di Plinio Nomellini, olio tela, 1905-10

In questo particolare del dipinto “Sole e brina” di Nomellini, esposto a Novara, gli alberi controluce sullo sfondo somigliano molto a quelli che fanno da sfondo a “Beech Forest” di Klimt (immagine in basso): sgranati ed “esplosi” in tante piccole pennellate di colori diversi.

Particolare della mia riproduzione in acrilico su tela delle due opere “Beech Forest” di Klimt
Cesare Maggi, “Alta montagna”, olio su tela, 1914

In alcune opere dei divisionisti il colore diviso è molto evidente, come nell’immagine in alto; direi che opere di questo tipo sono “didatttiche” per chi cerchi di comprendere la tecnica dei divisionisti, in quanto le pennellate di colori contrastanti sono chiaramente individuabili; però le tele che preferisco sono quelle in cui la tecnica risulta impercettibile da lontano, e la si riconosce solo se si guarda l’immagine molto da vicino. Per questo motivo adoro le opere, oltre che del meno noto Matteo Olivero, di Pellizza da Volpedo o di Morbelli, che sprigionano una luminosità incredibile.

Angelo Morbelli, “Neve, olio su tela, 1909

E’ il caso di “Neve”, di Angelo Morbelli: la mia foto non rende assolutamente giustizia a questa piccola e magica tela, dove, guardando attentamente la neve, si possono scorgere al suo interno sottilissimi filamenti di blu ciano, rosso magenta e giallo primario, i tre colori primari, visibili leggermente meglio – ma mai come dal vivo! -a QUESTO LINK. La luce solare, che percepiamo bianca, è in realtà composta dai colori dell’iride (cioè dell’arcobalendo), formati dai tre primari e dalla loro miscelazione, primari che guarda caso sono utilizzati da Morbelli per rendere eccezionalmente luminosa la sua neve.
Nello slideshoew in basso, altre tele dedicate alla neve esposte a Novara:

Non è un caso che diversi pittori divisionisti abbiano scelto la montagna (Segantini che si trasferì a Savognin, nel cantone Grigioni ne è un esempio) o una campagna ritratta in una limpida giornata di sole come soggetto per i loro quadri: l’aria tersa e la luce intensa, infatti, permettono di percepire i colori in tutta la loro brillantezza e luminosità; spesso il soggetto delle loro tele era la natura, perciò la vita contadina, ad essa strettamente legata, costituiva spesso una fonte d’ispirazione.

In queste tre immagini: Giovani Battista Ciolina, “La lavandaia”, olio su tela, 1897-1899

Nelle immagini in alto i dettagli in primo piano hanno contorni nitidi e colori intensi; sullo sfondo i contrasti si riducono progressivamente, fino ad arrivare alla montagna sullo sfondo, azzurrina e sfumata per via della prospettiva aerea.

Matteo Olivero, “Primi raggi”, olio su tela, 1904

Naturalmente anche la luce rosata dell’alba e del tramonto ha spesso affascinato i pittori interessati alla resa della luce: splendido è questo “Primi raggi” di Matteo Olivero (immagine in alto), così come “Tramonto” di Carlo Cressini.

Carlo Cressini, “Tramonto” (particolare) olio su tela, 1924-1926
Emilio Longoni, “Il sorriso del lago”. olio su tela, 1914 – Isola dei Pescatori, Lago Maggiore

Le luci rosate di un’alba avvolta nella nebbia sono invece mirabilmente rappresentate da Longoni nel “sorriso del lago”, dove l’atmosfera mattutina è sapientemente resa con pennellate di delicate tonalità pastello, come il rosa, l’azzurro e il lilla, anzichè di colori saturi come quelle utilizzate per rendere la luce di un’abbagliante giornata di sole.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, “Sul fienile”, olio su tela, 1893

Tra le opere che mi hanno colpito di più c’è “Sul fienile”, di Pellizza da Volpedo, un’enorme tela con uno straordinario controluce…

Angelo Morbelli, “Per sempre”, olio su tela, 1906

… e “Per sempre”, di Angelo Morbelli, arioso e fantastico per le pennellate filiformi stese con straordinaria meticolosità, e per il riflesso delle rocce nell’acqua del lago d’Iseo; Due vere e proprie “finestre” aperte sul muro del museo.

Angelo Morbelli, “Venduta!”, olio su tela, 1897

Concludo con la bellezza struggente di “Venduta!”, un vero e proprio “pugno allo stomaco” per il contrasto tra l’innocenza del viso della bimba e l’orrore per il destino al quale è stata costretta ad andare incontro. Nello slideshow in basso, altri quadri esposti alla mostra di Novara che hanno come soggetto figure anzichè paesaggi.

Divino incanto – n° 4 virtual gallery

“Divino incanto”, 2015, cm 77×77 compresa cornice;
tecnica: acrilico + tecnica mista su tavola

OPERA N° 4 VIRTUAL GALLERY

Ed ecco il quadro dal quale sono state tratte le “citazioni” che fanno da cornice all’opera di cui ho parlato la scorsa settimana: “Divino Incanto”.
Sono particolarmente affezionata a “Divino incanto”. E’ infatti uno dei primi quadri realizzati per la serie dedicata all’arte e all’architettura del Seprio, è la prima composizione, ritrae un luogo che mia affascina in modo particolare e mi ricorda uno dei primi concerti ai quali ho preso parte con l’Ensemble Vocale Femminile Musica Picta, coro diretto dai Solisti Ambrosiani. Le figure nell’angolo in basso a sinistra rappresentano infatti le coriste.
Nel 2019 ho anche utilizzato questa immagine per realizzare la copertina (immagine in basso a sinistra) della seconda raccolta di brani interpretate dall’Ensemble e dalla splendida voce solista di Tullia Pedersoli, intitolata “Voi ch’amate lo Criatore”, che si può ascoltare su Spotify a QUESTO LINK. La prima raccolta, con registrazioni live, è invece contenuta nel cd STELLA SPLENDENS.

Un frammento dell’opera “Divino incanto” compare anche sull’invito alla mia prima personale sull’arte e sull’architettura del Seprio (immagine in alto a destra), organizzata in collaborazione con i Solisti Ambrosiani, invito nel quale si scorgono i particolari di altri miei due quadri, di cui parlerò nelle prossime settimane: “La torre di Torba” e “Sinfonia di Rossi”.
Ho voluto chiamare composizioni quei quadri nati dall’accostamento di diversi dettagli dell’architettura storica alla quale l’opera era ispirata.
In questa composizione ho accostato alcuni elementi architettonici della chiesa ad elementi decorativi presenti nella torre.

Le tre coriste rappresentate nel quadro sfoggiano il costume da noi indossato in occasione dell’evento musico-teatrale “Torbae Mysteria” del 2013.
Per definire i dettagli del costume da realizzare, avevo realizzato degli schizzi che “visualizzavano” tutti i suggerimenti e gli spunti emersi nel confronto tra le coriste (immagine in basso a sinistra); Si trattava di un abito da monaca che doveva essere rapidamente trasformato in abito da dama, con l’aggiunta di una coroncina e la sostituzione della corda legata in vita con una fascia di tessuto decorato. Ne disegno avevo rappresentato un copricapo con il velo e con il cercine, ma poi abbiamo optato per una coroncina, di più semplice realizzazione (foto in basso a destra).

Nel mio dipinto le tre coriste sono affiancate dalle tre monache senza volto, particolare di un affresco presente all’interno della Torre di Torba.

Le misteriose monache senza volto erano rappresentate, durante il concerto, da tre coriste che indossavano una maschera. (https://www.flickr.com/…/photolist-ooTrXb-oFoakV-oQBPSK…

Al di sopra delle figure, nel catino absidale, compare l’antica partitura di “Stella Splendens”, cantiga medievale tratta dal Llibre Vermell de Montserrat (https://it.wikipedia.org/wiki/Llibre_Vermell_de_Montserrat).

Sul quadro ho riprodotto anche questo affresco presente all’interno della Torre, che ritrae Casta Aliberga.

La finestra che nel quadro fa da sfondo alle figure delle coriste corrisponde a quella che si apre sulla parete sud, ovvero nella parte più antica della chiesa, costruita con ciottoli irregolari.

Sopra alle figure ho invece disegnato l’altra finestra della parete sudquella che si apre sul muro in mattoni.

l’arte per mio nonno Mario Calliero

Natura morta con fiori e frutti, olio su tela – dipinto realizzato da mio nonno, Mario Calliero

Ognuno di noi si augura di lasciare il proprio segno nel mondo; e questa aspirazione può diventare il motore dei nostri giorni, ciò che ci porta a lottare e ad impegnarci per un ideale o per raggiungere un obbiettivo, tanto da non provare neanche sensazioni di stanchezza quando fatichiamo per raggiungere la nostra meta.

Natura morta con fiori e frutti, olio su tela (particolare) – Mario Calliero

Talvolta questa meta ci appare sfocata o lontanissima, forse impossibile da raggiungere, ma andiamo avanti comunque, sostenuti da una forza che non si sa bene da dove arrivi.
Ognuno di noi è stato dotato di talenti che, se messi a frutto, permettono di lasciare il proprio segno nel mondo, mentre quando tale potenziale non viene sfruttato si prova insoddisfazione profonda.
I talenti sono diversi per ognuno di noi, e meno male, perchè questo ci rende complementari! Non ci sono talenti giusti o sbagliati, utili o inutili: tutti hanno un valore, altrimenti non ci sarebbero stati forniti in dotazione.

Natura morta con fiori e frutti, olio su tela (particolare) – Mario Calliero

Quando ho chiesto a mia mamma che cosa significasse la pittura per mio nonno Mario (suo papà), senza alcuna esitazione ha risposto: “tutto”. Lui aveva infatti un talento spiccato che non avrebbe potuto ignorare anche se lo avesse voluto: una forte propensione per la pittura.

riproduzione della “Sacra Famiglia” di Pompeo Batoni – Mario Calliero

E ciò non significa che per la pittura abbia trascurato ogni altro aspetto della sua vita: al contrario, pur avendo una formazione artistica (aveva frequentato l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), lavorava in banca e manteneva una famiglia numerosa. Ma, come un fiume impetuoso che scorreva costantemente e parallelamente a tutti gli eventi che hanno caratterizzato la sua vita (compresi quelli legati alla guerra), la sua attività artistica non si è mai interrotta.

La quantità di quadri che realizzò fu notevole, tanto che anche mia mamma ha perso il conto; un giorno infatti, durante una gita in Val Varaita, trovò un’opera di suo padre che ornava una chiesetta di montagna.
Le sue opere si diffusero ben oltre la sua zona di origine: quando infatti negli anni ’70 i miei genitori a Roma vennero invitati a cena da un collega di mio padre, mia mamma riconobbe subito una delle molte madonnine dipinte da suo padre, che faceva bella mostra di sè nella casa.
Non mancarono altre opere a soggetto religioso anche di grandi dimensioni: realizzò infatti una grande deposizione (“in casa occupava tanto spazio!” racconta mia mamma) donata all’oratorio di Don Bosco di Saluzzo, e una via crucis.

In basso: due opere a tema religioso di Mario Calliero


Le sue madonnine dolcissime sono state anche per me fonte d’ispirazione.
VEDI ANCHE: ISPIRANDOMI AL CINQUECENTO

La sua produzione, il suo estro creativo, vivono ancora nella nostra famiglia e fuori: perchè l’arte ha il potere di oltrepassare i limiti della vita fisica e di rimanere viva e pulsante anche dopo la morte dell’autore. Per questo sono stata felice quando, sul Corriere di Saluzzo, uno splendido articolo ne ha ravvivato il ricordo:

LINK ALL’ARTICOLO

composizione di fiori e frutti, olio su tela (particolare)

in basso a sinistra: natura morta con fiori, olio su tela, 1961-Mario Calliero
in basso a destra: rose, olio su tavola -Mario Calliero

mazzolino di fiori ad acquerello, Mario Calliero

Mario Calliero era affascinato dai fiori, dalla loro delicatezza e dai loro colori: per questo motivo li ha ritratti seguendo anche stili molto diversi tra loro: l’ispirazione poteva arrivare dai maestri fiamminghi, dalle grandi composizioni floreali sei-settecentesche o anche dai pittori dell’Ottocento e del primo novecento: in questo caso lo stile era più impressionistico, e la pennellata talvolta densa e corposa. Lievissimi, trasparenti e quasi impalpabili erano i suoi fiori ad acquerello.

in basso: studi ad acquerello, di Mario Calliero

I’acquerello, tecnica rapida per mani esperte, gli permetteva anche di studiare espressioni e caratteristiche di personaggi che incontrava nella vita reale.

Nel salotto della casa dei miei nonni a Torino campeggiava un’enorme tela che mi ha sempre incuriosita: il “Banchetto veneziano”, scena di fantasia ispirata, come stile e come ambientazione, al tardo Cinquecento: una scena coinvolgente, con il suonatore di liuto che intrattiene le due dame sulla destra.

in basso a sinistra: la chiesa di Sant’Agostino a Saluzzo, acquerello
in basso a destra: la collina di Saluzzo,
olio su tela

Ma la pittura di Mario Calliero era anche esperienza “en plein air”, come dimostrano le prove ad acquerello che ritraggono uno scorcio che ha come sfondo la chiesa di Sant’Agostino a Saluzzo e l’olio su tela con la collina di Saluzzo.

Comò con decori in stile rococò – Mario Calliero

Mio nonno svolse anche un’ intensa attività come decoratore di mobili: infatti Saluzzo, la sua città natale, aveva ed ha una particolare vocazione per la produzione di mobili, che in un passato anche recente venivano spesso decorati. Le decorazioni più richieste erano in stile rococò.
Nei miei ricordi di bambina rimane nitida l’immagine del suo studio affollato da una grande quantità di quadri accatastati e di ante di armadi, impregnato dell’odore dei colori ad olio; quando gli facevamo visita ci mostrava orgoglioso la sua produzione, e io ne ero incuriosita ed insieme ammirata. Conservo ancora un grande foglio di carta da pacco con un suo schizzo da riprodurre su un mobile; “ce li dava da punteggiare” racconta mia mamma: i figli bucherellavano i contorni del disegno per far sì che i motivi decorativi potessero essere riprodotti sui mobili con la tecnica dello spolvero.

Cartone preparatorio per decorazione mobile – Mario Calliero

Tutti i suoi cinque figli hanno ereditato la sua passione per l’arte, passione che ha investito in pieno anche me e che ha caratterizzato da sempre la mia vita.

Altri miei articoli sull’arte di Mario Calliero e dei suoi figli ai seguenti link:
I FIORI DEL NONNO
VIRTUOSISMI
TOCCHI IMPALPABILI E COLORI CANGIANTI

ARGENTEI RIFLESSI
SILENZI
CHIARI E CHIAROOSCURI
LE TELE DI MIA MAMMA