Moda, musica e danze negli affreschi del Seprio

Quando si pensa al linguaggio artistico tipicamente rinascimentale affermatosi nel Quattrocento viene subito in mente la Toscana, culla di un’estetica che si discostava nettamente dai canoni e dalle iconografie che si erano diffuse e stabilizzate durante il Medioevo.  Nell’immaginario collettivo l’Italia settentrionale del XV secolo appare invece ancora legata ad un gusto tardo gotico.
In realtà numerosi sono gli esempi di pittura che mostrano immagini già legate al nuovo stile che si stava affermando nell’Italia centrale, e le figure che compaiono in numerosi affreschi appaiono anche abbigliate secondo la moda rinascimentale.

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Ingresso alla cripta di Santa Maria sl Monte, sacro Monte di Varese

In questo affresco del XV secolo, collocato all’ingresso della cripta di Santa Maria al Monte a Varese, la Madonna con il bambino siede su un trono di gusto tardo gotico, con guglie, cuspidi e trafori, e la figura si attiene ancora a schemi consolidati nell’iconografia trecentesca; gli altri personaggi invece (un donatore, affiancato da San Leonardo e Santa Caterina d’Alessandria, che ringrazia la Vergine con il Bambino per la liberazione dalla prigionia) si distinguono per uno stile di rappresentazione più rinascimentale e sfoggiano un look “alla moda”. (Vedi anche: La cripta di Santa Maria al Monte, Sacro Monte di Varese)

 

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Santa Caterina è infatti elegantissima, con la sua sopravveste nera a vita alta, con maniche bordate di pelliccia; il donatore invece indossa la giornea, indumento tipicamente quattrocentesco aperto ai lati, corto per gli uomini e lungo per le donne, e “calzebrache” bicolori terminanti a punta sul piede (slideshow in alto)

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Quando si osserva l’intradosso degli archi del ciborio quattrocentesco situato all’interno della chiesetta di Santo Stefano a Bizzozero (Varese), sembra di assistere ad una sfilata di moda su acconciature, monili e copricapi: si tratta di figure che rappresentano profeti e sibille, affrescate da Galdino da Varese alla fine del Quattrocento. Nell’immagine in alto una donna vista di profilo (come le dame ritratte dal Pollaiolo) sfoggia un’ acconciatura con capelli raccolti in una treccia e fronte ben scoperta, abbellita da una cuffietta di pizzo. La pettinaura femminile più spesso visibile negli affreschi quattrocenteschi è quasi sempre costituita da un raccolto semplice e raffinato che può essere arricchito con fasce, velette, pizzi o perle; erano apprezzate le capigliature chiare e le fronti alte e spaziose, talvolta rese tali artificialmente da ardite depilazioni. (Vedi anche: il Quattrocento e oggi: due ideali di bellezza femminile a confronto)
osservando le immagini in basso si possono notare alcuni copricapi probabilmente in uso nel periodo accostati ad altri alquanto bizzarri, che richiamano alla mia mente le “esagerazioni” tipiche di una sfilata di alta moda.

 

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Vedi anche S. Stefano a Bizzozero, sul mio blog BeautyandthePast e altre mie foto sul mio album Santo Stefano, Bizzozero (VA)

I preziosi affreschi di Masolino da Panicale  del 1435, che abbelliscono l’interno del Battistero della Collegiata di Castiglione Olona, ci permettono di volare con la mente all’interno di una città quattrocentesca. Qui un’Erodiade abbigliata in modo raffinato indossa una preziosa pellanda e un balzo che le lascia scoperta l’alta fronte bombata, mentre gli uomini sfoggiano  pellande, calzebrache e particolari copricapi (slideshow in basso)

 

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Clicca QUI per vedere altre immagini del Battistero di Castiglione Olona (VA)

 

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Nello slideshow in alto è possibile osservare una carrellata foto che ho scattato presso la Torre Colombera di Legnano: si tratta di affreschi realizzati tra gli anni ’40 e ’80 del Quattrocento,  staccati dalle pareti della ormai demolita Casa Vismara. Anche in questo caso acconciature e copricapi in uso nel periodo di realizzazione dei dipinti denotano un gusto già pienamente rinascimentale; il nuovo linguaggio si esprime anche nella modalità di rappresentazione delle figure.
Tra gli affreschi di Casa Vismara, quelli che mi hanno incuriosito di più si trovavano sulle pareti del salone da ballo: osservandoli sembra infatti di assistere ad una festa dell’epoca, con musici e danzatori.
Nelle immagini in basso ho cercato di evidenziare, tramite una mia rielaborazione fotografica, le figure di questi personaggi, altrimenti poco leggibili.

musici scoloriti con firma
musici con firma

Ed ecco mani sapienti che suonano strumenti antichi, come il triangolo e la ghironda.

ballerini scoloriti con firma
ballerini con firma

E due ballerini che si muovono a tempo di musica con gesti aggraziati.

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