pensieri d’autunno

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“Dove sei stata in vacanza?”
“In Albania”.
“E perchè?”
“Perchè c’è un mare bellissimo”
“ma sei di origne albanese?”
“No”.
“Ma non hai avuto paura?”
“No, perchè?”
Dialogo-tipo. Quando sono tornata dalle vacanze nella seconda metà d’Agosto diverse persone mi hanno rivolto queste domande. Io invece sono stata benissimo, e mi sono proprio rilassata.
Quando nuotavo nell’acqua limpida, che aveva l’aspetto di una gelatina trasparente azzurrissima, ripetevo a me stessa che volevo memorizzare le sensazioni che provavo e conservarle come scorta per l’inverno. Scorta a cui attingere nelle giornate brevi buie e fredde.

 

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Quando guardavo il mare dall’alto avevo voglia di incamerare quella sensazione d’infinito per poterla gustare di nuovo in giorni dagli orizzonti limitati, trascorsi al chiuso.

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Sono proprio questi i paesaggi che mi hanno sempre suggerito la sensazione del volo. Quando ero bambina, quello di volare era un mio sogno ricorrente, e spesso guardavo affascinata a naso in su i deltaplani che planavano galleggiando sull’aria trasparente… un po’ come dei gabbiani che, durante i giorni di forte vento, sembrano divertirsi a farsi trascinare da invisibili correnti nell’aria salmastra.

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“Gabbiano in volo”, dipinto su soffitto, Elisabetta Neri

Sensazione che ho cercato di esprimere e di comunicare quando ho realizzato questo dipinto, e quando ho cercato di descrivere me stessa nel post mite spirito libero.

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Tornando alla meta delle mie vacanze, ho soggiornato ad Himarë, cittadina incastonata tra un mare splendido e montagne verdissime; il verde delle montagne accostato al turchese mi ha ricordato il paesaggio di Maratea; e come a Maratea anche qui, zone curatissime si alternano angoli un po’ trascurati, ai quali fa sempre comunque da sfondo un paesaggio mozzafiato: una contrapposizione tra “splendore e povertà” tipica di molte zone del sud Italia, che mi aveva già incuriosita nel 2010 durante una vacanza sulla costa degli Dei, nella zona di Tropea.
Il colore chiaro del mare albanese ha invece richiamato alla mia mente quello del Salento, anche se nella zona di Himarë le spiagge non sono sabbiose come in Puglia ma perlopiù costituite da ciottoli bianchi.
Di sera è piacevole passeggiare sul vivace lungomare di Himarë, sul quale si affacciano ristoranti e altri locali molto curati; più caotica è invece la zona che si trova alle spalle del lungomare.

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dal mio quaderno dei ricordi della vacanza: un mio disegno che ritrae un venditore di pannocchie e una signora che vende liquori e marmellate artigianali

Lungo la costa qualcuno vende pannocchie abbrustolite.

 

 

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Molti particolari rendono questa zona dell’Albania simile alla Grecia: casette bianche, porte azzurre, clima rilassato; gente accogliente e semplice, una cucina gustosa con ottimi piatti di pesce, come le linguine me fruta deti (ovvero le linguine ai frutti di mare), formaggi come la tipica ricotta (dal sapore più spiccato rispetto a quella italiana) o la feta, piatti a base di verdure ripiene e la salsa tzatziki; a colazione petulla (ovvero le tipiche frittelle albanesi), marmellata e yogurt. La cucina del sud dell’Albania ha alcune caratteristiche in comune con quella greca, e in alcuni ristoranti ne servono il tipico liquore all’anice: l’ouzo.

 

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Quello che più mi è mancato tornando a casa è stata la possibilità di mangiare all’aperto, ed in particolare sempre in posti luminosissimi dai quali si poteva godere di una magnifica vista sul mare, sostenendo una spesa decisamente abbordabile.

 

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In zona ci sono spiagge libere e stabilimenti balneari con i tipici ombrelloni fatti di canne, o con strutture “a baldacchino”: posti puliti, ben organizzati e rilassanti, anche se in una delle spiagge visitate (le cui foto non compaiono in questo post) mi ha disturbata un “sottofondo musicale” un po’ troppo “invadente”.

 

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Qua e là, parzialmente celate dalla vegetazione, spuntano come funghi le calotte curve dei bunker, testimonianza di un periodo di isolamento protrattosi fino a tempi piuttosto recenti.

 

Le spiagge dell’Albania non sono affollatissime, e  la limpidezza del suo mare è ancora sconosciuta a molti; il turismo si sta sviluppando ora e il rischio che, a mio avviso, si potrebbe correre, è che nei centri abitati albanesi l’edificazione rapida e non sempre ordinata possa “soffocare” una natura dalla bellezza incomparabile, come è già avvenuto in alcune città della costa.

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altre foto della vacanza a questi link:

Colazione vista mare, presso Hotel Vila Blu 
Taverna Ostria a Livadhi
Gjipe: arancio, verde e turchese
da Himarë a Saranda
in viaggio da Himarë a Durazzo
Fortezza e spiaggia di Porto Palermo
Himarë: il castello (Kastro)
Himarë

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