L’arte non si ferma

E’ un po’ come imparare a scrivere o a suonare: quando si incomincia a padroneggiare lo strumento, l’espressione scivola via lieve dalla mente ai tasti, o alle corde, o alla penna…

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Anche per quanto riguarda il disegno e la pittura vale lo stesso principio: non appena si incomincia a sentirsi un po’ più sicuri nella gestione del mezzo, l’espressione di contenuti che si sentono particolarmente vicini in un certo momento della vita prendono forma sul foglio o sulla tela con una certa facilità.
Regole di grammatica dell’espressione figurativa sono le norme per la rappresentazione delle ombre e della profondità, la teoria del colore, i canoni per la rappresentazione proporzionata di una figura…

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disegno a pastello su cartoncino grigio di Giulia Frassinetti

Nel corso di questo particolarissimo mese di marzo le allieve dei miei Corsi di disegno e pittura del Music Lab di Busto Arsizio,, ormai abbastanza sicure nell’uso del mezzo disegnativo e pittorico,  hanno riempito di forme e colori il vuoto e la preoccupazione che gravano su questo periodo difficile.
Lo hanno fatto stando a casa, chiedendomi consigli via WhatsApp e inviandomi foto che mostravano la progressione del loro lavoro… e io, a volte spiegando loro a parole cosa fare, altre volte utilizzando Photoshop per correggere forme, accentuare ombre ecc… ho provato ad aiutarle a distanza.

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Rimango dell’idea che sarebbe stato interessante anche fare qualche videolezione: mi sono infatti resa conto che un periodo come questo, che non permette una sperimentazione “sul campo”e un dialogo faccia a faccia, può essere considerato un’opportunità per approfondire e precisare tanti concetti teorici che potrebbero costituire un solido fondamento per l’attività pratica. Qualche esempio? uno studio più accurato sulle ombre, nozioni di base sulla prospettiva, utili per la rappresentazione di paesaggi…

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…ma al gruppo evidentemente mancherebbe l’aspetto aggregativo e in un certo senso “terapeutico” di questi corsi, nei quali, persone accomunate dalla stessa forte passione per l’espressione figurativa trascorrono allegri momenti di assoluto relax… del resto il disegno e la pittura sono attività manuali che hanno un potere davvero magico: permettono infatti di far scivolare le ore in modo piacevole e lieve, un tempo nel quale lo stressante livello di concentrazione che solitamente caratterizza l’attività lavorativa appare come un ricordo vago e lontano… tanto da far perdere la cognizione del tempo a chi vi si dedica!

CLICCA QUI per vedere  I LAVORI REALIZZATI IN QUESTO PERIODO DALLE ALLIEVE DEL CORSO DI DISEGNO E PITTURA TENUTO PRESSO MUSIC LAB

Come realizzare una parete in finti mattoni (tutorial alla fine del post)

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Il colore e la texture di una parete, insieme alla giusta illuminazione, possono trasformare completamente un ambiente: come per magia, ambienti tristi e bui possono trasformarsi in angolini gradevoli della casa.

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In questo periodo di “reclusione” tra le mura di casa avverto più che mai l’esigenza di trasformare gli ambienti domestici in luoghi nei quali sentirmi rilassata e a mio agio. Ho realizzato quindi la finitura in finti mattoni di questa parete e decorato la parete di fondo di questo vano scala con un motivo astratto, tinteggiando di verde la superficie intorno alla decorazione.

Realizzare i “finti mattoni” non è difficile,

ECCO IL TUTORIAL:

copertina video con freccia

esposizione rimandata

rimandata

Pur avendo lavorato in maniera “virtuale” con i miei allievi del corso di disegno e pittura, e pur non avendo mai pensato ad una tradizionale inaugurazione ma solo all’esposizione delle opere, ci abbiamo creduto fino in fondo.

In riferimento ai nuovi provvedimenti validi da oggi  ho preferito rimandare a tempi migliori anche la sola esposizione delle opere.

CLICCA QUI PER LEGGERE UNO DEGLI ARTICOLI CHE ERANO STATI
PUBBLICATI PER DESCRIVERE L’EVENTO

In tempi migliori si potranno vedere dal vivo il magnifico occhio con la lacrima realizzato a carboncino da Cindy e la rosa coperta di rugiada disegnata da Luisa che abbelliscono la locandina, gli affascinanti volti eseguiti da Giulia e Cristina che comparivano all’articolo (nello slideshow qui in basso), e molti altri splendidi lavori.

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prima immagine: “solo Audrey”, di Giulia Frassinetti
seconda immagine: “Mistero”, di Cristina Mischiatti
terza immagine: “donna seduta al tavolino di un caffè” di Giulia Frassinetti

Ringrazio comunque la scuola in cui svolgo i corsi, i gestori del locale che ci avevano dato la possibilità di esporre, chi ieri ha pubblicato l’articolo che pubblicizzava l’evento, e soprattutto gli artisti che hanno lavorato con passione per realizzare le loro opere:

Cindy Bernocchi, Noemi Bracchi, Mario Dino, Miriam Dino, Giulia Frassinetti, Luisa Mainini, Cristina Mischiatti, Donato Recce e Cristina Toia.

Tutto andrà bene?  Coraggio, tutto andrà bene.

tutto andrà bene (?).

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Arriva lei, indifferente a tutto, con la sua prorompente bellezza, colori e profumi che invitano ad uscire…

… ma quanta fatica si fa a privarsi di questo azzurro?

PRIMAVERA arriva, ignara e indifferente davanti alle nostre discussioni sui social, alle nostre psicosi, alle giuste prudenze e all’ostinazione nel trasgredire le regole nonostante tutto…

20200228_142602con ingenuità disarmante le viole fanno bella mostra di sè, profumo delicato che mi ricorda quello dei neonati… primo fiore a sbocciare nei prati, la viola annuncia una primavera ancora in fasce.

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Piccoli soli sbocciano ovunque, incuranti dei nostri confini, natura che supera (nel bene e nel male) i muri che l’umanità costruisce.

Tutto andrà bene. La speranza ci sostiene, ma sentiamo che questa terra feconda, pur inondandosi di verde e di colori, quasi impercettibilmente frana sotto i nostri piedi.

Ma sì, forza, tutto andrà bene.

Buona tisana a tutti!

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Non mi va di unirmi a chi vuole per forza “dire la sua” sul’argomento “coronavirus”: non credo di avere le competenze per farlo. Mi rimetto a quello che è stato deciso: evitare il più possibile di uscire ed avere contatti diretti con le altre persone. Servirà? Chi può dirlo? Certo non io. Comunque proviamoci, questa non è una vacanza, ma un tentativo di arginare il più possibile un fiume in piena che sta straripando. Che il virus sia estremamente pericoloso, o che lo sia solo per persone già debilitate non importa, evitare comunque di diffonderlo mi sembra un atto di responsabilità, anche perchè la vita di chi non sta bene non vale meno della nostra che fortunatamente godiamo di buona salute.

E’ una situazione del tutto nuova: nessuno ha mai potuto cambiare le nostre abitudini in maniera così convincente come invece ha fatto questo minuscolo microrganismo; e ciò genera situazioni altrettanto nuove ed inaspettate: ad esempio a Milano, di solito soffocata dal traffico delle auto, l’aria è divenuta più respirabile.

Siamo anche meno spreconi: dato che non è così scontato che negli scaffali del supermercato troveremo tutto ciò che desideriamo, evitiamo di sciupare le nostre provviste.

Anche sentirci “rifiutati” come italiani, e ancor più come lombardi, perchè erroneamente visti come portatori di “eventi nefasti”, può suggerirci qualche riflessione.

Penso a chi ora è in prima linea per combattere questo problema e ho grande ammirazione per questi eroi che si trovano a gestire un’umanità spaventata, la cui paura genera comportamenti a volte poco razionali.

Io, che posso stare a casa, mi faccio una tisana e ne approfitto per fare tante cose che, in una quotidianità più densa di impegni e scadenze, avevo lasciato indietro; approfitto per dormire un numero di ore giusto, faccio le cose con calma, e non so nemmeno se mi basterà una settimana per finire tutto ciò che ho lasciato indietro.

A volte la vita ci obbliga a fare delle pause,  e a riflettere sulla nostra fortuna di poter stare nelle nostre case accoglienti, protetti e al calduccio, a differenza di molti altri individui, vicini e lontani, che non hanno questa possibilità.

E’ un’occasione per mettersi alla prova, per autodisciplinarsi per il bene di una comunità, cosa che oggi ci (e mi) riesce difficile.

Perciò, noi che possiamo, stiamo tranquilli, e buona tisana a tutti!

 

 

 

Riflessi e trasparenze

Certi lavori, a volte, si realizzano di fretta ed in periodi piuttosto pieni… non avevo mai postato qui questo studio di riflessi e trasparenze realizzato qualche mese fa con matita Contè e pastello su cartoncino nero…

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I sogni nelle mani

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fiori in cartoncino realizzati dai ragazzi del corso di Addetto alle Vendite del CIOFS di Castellanza (VA) per decorazione vetrina

Con i miei allievi della Formazione professionale cerco di sviluppare il gusto per le cose belle e la capacità di sfruttare la propria creatività per finalità pratiche… almeno, ci provo!

Per dar loro la possibilità di condividere con molte persone il risultato del loro impegno, ho proposto di esprimersi attraverso il blog Isogninellemaniblog.

Le immagini e i video all’interno del blog, accompagnati dalle riflessioni dei ragazzi, mostrano alcuni lavori realizzati dagli allievi del C.I.O.F.S. di Castellanza (VA).

Anche sul sito del C.I.O.F.S. Lombardia è stato creato un blog aperto a tutti i centri della regione, chiamato IsogninellemaniCIOFS

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Si tratta di un esperimento proposto agli studenti per permettere loro di comunicare, attraverso un canale a loro congeniale, esperienze positive e riflessioni sul proprio percorso di studi; è uno spazio virtuale nel quale possono anche prendere forma idee, aspirazioni e sogni riguardanti il loro futuro professionale.

Curiosi? Se non lo avete già fatto leggendo l’articolo, cliccate sui link in rosa o sui due loghi per visiare i nostri spazi virtuali.

Buona passeggiata!

la testa tra le nuvole (ovvero come dipingere il cielo)

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dipingendo cieli con in testa una ROSA DI CARTA

A volte guardare le nuvole al di là della finestra mi ha permesso di assentarmi un attimo da situazioni pesanti o noiose, immaginando di planare galleggiando nell’aria come un gabbiano.

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“Gabbiano in volo”, dipinto su tavola per decorazione soffitto, di Elisabetta Neri

Proprio perchè amo la forma indefinita e mutevole delle nuvole, spesso ne ho studiato a naso in su forme, colori e sfumature. Inoltre, avendo realizzato diversi TROMPE L’OEIL, mi è capitato spesso di dover dipingere ampie superfici simulando un cielo, su muri o su soffitti.

Per poter parlare in modo comprensibile a tutti dei colori del cielo e della loro riproduzione, devo fare una premessa che riguarda la teoria del colore.

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Dalla miscelazione dei cinque colori fondamentali è possibile ottenere qualsiasi tonalità esistente: perciò per dipingere non è necessario acquistare altro.
Ma per poter raggiungere questo obiettivo bisogna avere a disposizione i tre colori primari, che non sono un rosso, un giallo o un blu qualsiasi: il rosso deve essere il magenta (un po’ più rosato rispetto alla nostra comune idea di rosso, come quello di alcune bouganville o di altri fiori come il rododendro della foto in basso), il giallo il primario (ovvero la tonalità di un campo di colza, della forsizia o dei narcisi) e il blu il ciano, assimilabile all’azzurro intenso di un mare pulito e profondo.

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Partendo dal cielo, la magica scenografia su cui si stagliano le nuvole, va detto che non va mai inteso come una campitura di colore omogeneo; infatti la fascia più alta ha sempre una tonalità più intensa e, se il cielo è molto limpido, tendente leggermente al violetto: per poterla rappresentare bisogna quindi aggiungere al ciano, oltre al bianco, anche una minuscola punta di magenta. Gli strati più bassi dell’atmosfera hanno un colore schiarito e smorzato dalla presenza della foschia, più o meno presente a seconda dei contesti. La parte più bassa del cielo va quindi schiarita con una maggiore quantità di bianco, e si può evitare di aggiungere il magenta al ciano.

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“Lago di montagna”, particolare; acrilico su tela di Elisabetta Neri

Nell’immagine in alto si può notare questa differenza di colori dalla parte alta a quella bassa del cielo; inoltre la parte destra del cielo è più chiara di quella collocata a sinistra perchè maggiormente illuminata: infatti ho immaginato il sole oltre al limite destro della tela, come si può dedurre osservando le ombre delle nuvole e delle montagne.

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“orizzonti lontani” dipinto murale di Elisabetta Neri

Senza prendere in esame i colori del cielo all’alba o al tramonto, che meriterebbero un approfondimento a parte, l’intensità e la tonalità dell’azzurro può variare anche in base al luogo e alle condizioni atmosferiche: nel mio trompe l’oeil “Orizzonti lontani” il cielo è infatti più chiaro rispetto al dipinto precedente, perchè in montagna generalmente il cielo è molto terso. Nel dipinto murale ho inoltre cercato di simulare i raggi di un sole che si può immaginare occultato dall’arco.

Per dipingere le nuvole è utile conoscere la forma delle diverse tipologiequelle rappresentate nei miei due dipinti presi in esame sono cumuli, ovvero nubi simili a panna montata: essendo piuttosto compatte, non si lasciano attraversare completamente dalla luce del sole, e hanno un’ombra propria (clicca qui per sapere cosa significano le espressioni “ombra propria” e “ombra portata”).

Ma di che colore sono le nuvole? Io generalmente utilizzo un panna per la parte colpita dalla luce, ovvero la più chiara, tonalità ottenuta sporcando quasi impercettibilmente il bianco con un po’ di giallo e un po’ di magenta.
Se le nuvole che disegno devono avere un’ombra propria, per rappresentarla uso un lilla chiarissimo tendente al grigio, ottenuto mescolando una grande quantità di bianco con un po’ di magenta e di ciano; dato che a questo punto il colore risulta troppo viola, lo sporco appena con il giallo che lo rende meno saturo.

Per quanto riguarda la forma, più le nuvole sono irregolari e meglio è… meglio evitare l’effetto fumetto:

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I contorni arrotondati in maniera troppo regolare rendono infatti le nuvole innaturali. Le nuvole compatte e consistenti come i cumuli spesso sono piuttosto piatte alla base.

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“Il mare dentro”, acrilico su tavola, dipinto di Elisabetta Neri

Fondamentale dettaglio che rende realistiche le nuvole sono i contorni molto sfumati: nel quadro intitolato “il mare dentro” le nuvole sono leggere  e inconsistenti, molto sfumate e trasparenti: non hanno ombra perchè essendo meno compatte di quelle dei dipinti precedenti si lasciano attraversare dalla luce.

Come rendere i contorni sfumati? Con l’acrilico si può sporcare il pennello asciutto con pochissimo colore panna o bianco e tirarlo il più possibile; con l’acquerello, bagnando il foglio preventivamente, al momento della stesura il colore si sfumerà automaticamente. Se le nuvole da rappresentare su una parete, su una tavola o su una tela sono cirri, si possono anche usare un aerografo o una bomboletta spray.

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“Gabbiano in volo”, dipinto su tavola per decorazione soffitto, di Elisabetta Neri

E se il sole è dietro alle nuvole? se si tratta di cirri le impalpabili nuvolette saranno completamente attraversate dalla luce, perciò chiarissime; se si tratta di nuvole più consistenti queste saranno luminosissime sul contorno, e scure al centro, come nell’immagine sopra.

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Miriam alle prese con le nuvole del nostro trompe l’oeil al Music Lab di Busto Arsizio (vedi articolo precedente)

Che cosa apparirà?

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Patrizia all’opera

Gli allievi dei corsi di disegno che tengo presso Music Lab a Busto Arsizio si stanno cimentando in una nuova prova: la realizzazione di un dipinto murale trompe l’oeil.

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Abbiamo deciso di aprire questa immaginaria finestra sul tratto di parete leggermente curvo collocato di fronte all’ingresso dell’aula di disegno.
La cornice in blocchi di tufo non era prevista nel progetto iniziale, ma è stata proposta dagli allievi per meglio evidenziare il paesaggio che verrà dipinto al suo interno; inoltre l’aggiunta di questo particolare ha dato la possibilità di sperimentare una tecnica di riproduzione di questo tipo di pietra semplice e d’effetto.

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Luisa alle prese con le lumeggiature

I blocchi di tufo sono stati imitati applicando dapprima una spugnatura di colore beige, punteggiata in seguito con schizzi di colore marrone scuro.
Ma il tocco che davvero conferisce al tufo un’illusoria ma realistica porosità è l’aggiunta di piccole lumeggiature color panna collocate nei punti giusti.

lumeggiature

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All’interno dell’arco abbiamo passato una mano di gesso per colori acrilici (bianco).

Nell’album intitolato “che cosa apparirà?” della mia pagina Facebook “Elisabetta Neri pittura e decorazione”, sto pubblicando le foto che mostrano i diversi stadi di avanzamento del lavoro; per visualizzarle, clicca QUI.

Se sapere come procederanno i lavori ti incuriosisce, puoi tornare anche in seguito a visitare l’album “Che cosa apparirà?”, che verrà aggiornato ad ogni progresso del dipinto murale.

Ecco quali saranno i passi che seguiremo nelle prossime lezioni:

linea d'orizzonte

All’altezza dei nostri occhi, tracceremo una linea orizzontale (linea d’orizzonte);

asse centrale e punto di fuga

disegneremo l’asse centrale della nostra arcata, e nel punto d’incontro tra l’asse centrale e la linea d’orizzonte individueremo il punto di fuga.
Per ottenere un’immagine realistica, dovremo tener presente alcune nozioni di base relative alla rappresentazione prospettica, e sceglieremo il tipo di prospettiva più semplice e più utilizzato nei trompe l’oeil: la prospettiva centrale, che prevede un solo punto di fuga al centro dell’immagine.

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piantando un chiodino nel punto di fuga e annodandovi una corda, rappresenteremo le fughe tra un mattone e l’altro con la giusta inclinazione, per poter conferire profondità all’arco che abbiamo disegnato.

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Anzichè utilizzare il chiodino e la corda per tracciare le linee convergenti verso il punto di fuga, è stato utilizzato un cartoncino, che ben si è adattato alla curvatura della parete. (vedi immagine in basso)

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La mia passione per i trompe l’oeil mi ha portato a scrivere, in passato, alcuni articoli sulle nozioni di base per l’utilizzo della prospettiva.
Ecco i link agli articoli:

l’ABC del trompe l’oeil: 1 – LA PROSPETTIVA: LA LINEA D’ORIZZONTE E IL PUNTO DI FUGA

l’ABC del trompe l’oeil: 2 – LA PROSPETTIVA: LE PROFONDITA’

l’ABC del trompe l’oeil: 3 – LA PROSPETTIVA: le altezze

l’ABC del trompe l’oeil: 4 – LA PROSPETTIVA: piani inclinati e scale

l’ABC del trompe l’oeil: 5 – LA PROSPETTIVA: archi e cerchi

 

Corso di disegno “Riflessi e trasparenze” Elisabetta Neri

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Iniziato a novembre, il corso di disegno per adulti “Riflessi e trasparenze”, si svolge presso il Centro Pertini, meglio conosciuto come “Il Salice”, a Legnano, ogni lunedì dalle 20,30 alle 22,00. Il corso è rivolto a chiunque abbia la passione per il disegno, ed ha come argomento principale la rappresentazione dei riflessi e delle trasparenze.

L’immagine in alto mostra alcuni lavori realizzati dagli allievi.

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Rimangono due posti disponibili; per maggiori informazioni potete contattarmi all’indirizzo mail: elisabetta.neri.vxtp@alice .it