passione canto

gloriaDal 2013 faccio parte dell’Ensemble Vocale Femminile Musica Picta, coro costituito e diretto dai Solisti Ambrosiani.
Grazie alla pazienza e alla competenza dei nostri maestri, abbiamo messo a punto un vasto repertorio di musica antica, che comprende brani risalenti ad un periodo compreso tra il Medioevo e il Settecento. Il titolo del primo cd con registrazioni live dei nostri concerti è STELLA SPLENDENS.

Cliccando sui link che seguono è possibile ascoltare due esecuzioni dell’Ensemble di cui ho l’onore di far parte:

Jesu Rex Admirabilis – G. P. da Palestrina 

Gloria RV 589 – Vivaldi 

albino

Ecco il link alla recensione su SEMPIONE NEWS
relativa ad una delle ultime performance della formazione:

Concerto “Polorum Regina” a Legnano (MI)


Alcune riflessioni personali sulla mia esperienza relativa al canto

noteLa musica colora la vita

Avete mai pensato a come la musica cambi la visione delle cose? Quando in alcuni momenti di una giornata grigia e piovosa ci si trova in luoghi della città banalmente squallidi, la musica trasforma quegli stessi luoghi nel set cinematografico di un film contemporaneo… è la colonna sonora della nostra vita… ecco perchè tanti ragazzi vanno in giro con le cuffiette perennemente nascoste sotto il cappuccio della felpa.
E che dire di quelle canzoni che con qualche ritmo solare ti fanno subito pensare all’estate anche se sei in pieno inverno? E poi c’è la musica che è perfetta per una giornata di pioggia, quella che invece fa pensare ad un tramonto… e quella che, con un ritmo scorrevole, va benissimo per un lungo viaggio in auto.
Ho passato periodi più “tristi” senza l’autoradio in macchina e altri più “felici” con l’autoradio. Sarà un caso? Le canzoni sollevano il morale anche nelle situazioni più tristi, ci sono le canzoni del tempo di guerra e quelle nate in contesti di lavoro duri e usuranti.
E allora… meno male che c’è sempre qualcuno che canta!

chiave-di-violino

Musica e canto: una vera e propria cura

Ci sono attvità umane che, secondo una diffusa mentalità che esalta l’efficienza e la produttività, vengono considerate marginali; si tratta delle espressioni artistiche. Coloro che la pensano in questo modo dovrebbero però chiedersi perchè tali attività siano state praticate in ogni epoca e per quale motivo esse siano antiche quanto l’uomo.
Arti figurative, musica, scrittura, danza sono invece di grande aiuto sia per il benessere psicofisico di chi le pratica e sia per quello di chi ne fruisce.
Dipingere, ballare così come cantare o scrivere, sono attività molto liberatorie; e pare che alcuni malesseri possano nascere proprio quando la necessità di esprimersi viene soffocata.
L’esperienza degli ultimi 7 anni della mia vita mi ha portato a sperimentare un modo di esprimermi che avevo riposto “in cantina” ma che mi ha attratto da sempre: il canto.
Cosa può fare la voce, questo straordinario “strumento musicale” di cui è naturalmente dotato l’uomo? Al di là delle considerazioni sul come si può usare la voce in modo più o meno piacevole e melodioso, chi pratica questa attività, anche soltanto per hobby, può trarne grandi benefici. Ho visto intorno a me persone stressate, poco curate perchè prive di energie da dedicare a se stesse, rifiorire nel loro aspetto fisico da quando hanno iniziato a dedicarvisi, perchè magicamente ricaricate di energie sconosciute e di autostima; per chi invece è vittima di un’ansia eccessiva che impedisce di concentrarsi con tranquillità sugli obiettivi che la vita di ogni giorno impone di raggiungere, cantare è uno strumento per distrarsi, per scaricare le tensioni e quindi anche per svolgere meglio qualsiasi altro compito quotidiano. C’è poi chi lo vede come preziosa possibilità di “gridare” in piena libertà, all’interno di una vita in cui è sempre necessario l’autocontrollo, e, a proposito del canto corale, come un’esercizio utile per imparare a misurarsi, ad andare all’unisono e a completarsi con un gruppo di persone senza voler prevalere su nessuno.
La scoperta più piacevole è stata l’individuazione dell’intimo legame che esiste tra rilassamento, respirazione e canto. Cantare di norma rilassa, ma è vero anche che il rilassamento aiuta a tirar fuori la voce con maggiore spontaneità, senza stacchi netti e forzature, perciò è bene cercare di rilassarsi ancor prima di iniziare ad emettere dei suoni. Respirare in modo più regolare, lento e consapevole, controllando la gradualità dell’espirazione è di aiuto nel canto, ma è anche un modo per rilassarsi e per regolarizzare il battito cardiaco quando si è preoccupati, ansiosi o affannati.
Un’altro effetto benefico immediato del canto sta nel produrre vibrazioni, che possono risultare diverse atteggiando in vario modo labbra, denti, lingua ecc… e che conseguentemente possono essere percepite sul collo, sulle labbra, nelle narici, in corrispondenza delle guance o dei denti. Tali vibrazioni possono avere un effetto “anestetico”; In alcune zone dell’Africa e dell’India, infatti, le donne cantano o producono vocalizzi per “distrarsi” dal dolore durante il parto.

Un dono dell’età matura

pacchetto

E’ bello rendersi conto che, anche in età matura, la vita non sia esclusivamente in fase discendente: l’esistenza riserva comunque una serie di piacevoli sorprese, di regali inaspettati. Per me la musica, il fatto di poter cantare in un coro di un certo livello, in piacevole compagnia, è un dono che la vita mi ha fatto in età matura. Mi sono sempre spesa completamente per altre attività, lavorative e non, tra cui quelle legate all’arte figurativa. Perfezionarmi nell’espressione figurativa ha richiesto anni di studio, un esercizio continuo, una tenacia che a volte neanche riesco a spiegarmi, guidata da una sorta di “vocazione” che possiedo fin dall’infanzia.
Ho cantato per poco tempo nel coro della parrocchia quando ero adolescente, poi ho smesso e per parecchi anni il desiderio di cantare è rimasto chiuso in un cassetto, soprattutto a causa delle mie insicurezze. Ad un certo punto della mia vita però ho avuto la sensazione che cantare mi “venisse facile”, e così mi sono buttata, aiutata da un “orecchio musicale” che forse ho sempre avuto e che precedentemente non avevo coltivato.
Ogni tanto provavo a cantare, mi registravo ed ascoltavo la mia voce registrata per capire se il canto fosse solo un piacere personale o se la mia voce potesse essere accettabile. Ma avevo bisogno di un giudizio dall’esterno per capire se ero davvero in grado di poter entrare in un coro; così mi sono iscritta ad un corso di canto, incentrato soprattutto sull’emissione della voce, e quando l’insegnate mi ha detto: “vai che non ti manca niente”, mi sono fatta coraggio e sono entrata a far parte di un coro.
Non si può descrivere la gioia che provo dopo le prove serali o dopo un concerto, tanto che, al ritorno a casa, (per l’entusiasmo, e per una certa “incredulità” che ancora mi accompagna) fatico persino a prender sonno.
Mi sono resa conto che, nell’apprendimento della musica, si attivano in me misteriosi automatismi che mi permettono di imparare relativamente in fretta; automatismi simili a quelli che entrano in gioco nelle azioni abituali, come ad esempio guidare la macchina: mi riuscirebbe infatti difficile spiegare la sequenza di operazioni da eseguire per guidare, ma nella pratica ogni movimento mi viene naturale.
Addirittura molti testi, che normalmente faticherei enormemente a tenere a mente, associati ad una melodia si fissano magicamente nella mia memoria.

figli di choro

La musica: ricerca del “bello” ed espressione del proprio mondo interiore

Quando un canto viene eseguito ad occhi chiusi l’estraniamento dalla realtà è totale, e forse è per questo che diversi cantanti non vedenti dalla nascita hanno voci particolarmente espressive ed intense.
La musica, intesa come melodia e non come testo che racconta e descrive qualcosa, può secondo me trovare un parallelo nella pittura con l’astrattismo… e quanto più un’immagine si discosta dall’immagine reale (come se, cantando, chiudessimo gli occhi), tanto più si manifesta la potenza espressiva di forme e colori; inoltre, tanto l’insieme di colori e forme che compongono un quadro astratto, quanto una melodia, devono risultare piacevoli e suscitare un’emozione anche nel fruitore.
Come la pittura,  anche la musica, risponde al bisogno innato nell’uomo di aspirare ad una ricerca del “bello” finalizzata a migliorare il mondo che lo circonda.
Ma considerare la pittura e la musica un mero “abbellimento” dell’esistenza sarebbe riduttivo: esse infatti toccano l’uomo nel profondo del suo animo e, quando le vibrazioni prodotte da voci o da strumenti musicali raggiungono un’armonia perfetta, hanno il potere di commuovere.
La musica è spirituale (“chi canta prega due volte”), tira fuori il mistero inspiegabile che vive in ognuno di noi e lo trasmette alle altre persone coinvolgendole dal profondo.
La musica, al contrario di immagini e parole molto esplicite, suggerisce atmosfere senza descriverle dettagliatamente; lascia quindi ampio spazio all’immaginazione e catapulta il fruitore in un’atmosfera indefinita e ricca di stimoli.

tetrisLe voci di un coro

Voci di colori diversi
disegnano melodie,
e si combinano
combaciando perfettamente.
Voci si sovrappongono,
e nascono vibrazioni
che portano la mente verso mondi ignoti
seppur misteriosamente familiari.
Corde vocali vibrano,
e l’intero corpo risuona,
magico linguaggio,
preziosa chiave d’accesso
alle nostre profondità insondate.

Al di là dell’aspetto puramente tecnico, cantare nel coro è per me un’esperienza davvero piacevole: a differenza di molte situazioni che si verificano nella vita di ogni giorno, non c’è chi cerca di sgomitare per arrivare per prima, non c’è chi cerca di prevalere sulle altre: ognuna svolge il suo compito che ha un’incidenza sul risultato finale. Il clima è piacevole  rilassato, grazie anche alla pazienza e alla competenza dei nostri maestri.