Ok boomer, il disegno digitale non fa per te. (o forse sì?)

20200426_190341Il connubio arte-strumenti tecnologici mi ha sempre affascinata: e a volte, su Instagram, m’incanto a guardare chi disegna facendo scivolare con sicura naturalezza la penna sulla superficie della tavoletta grafica.
Non essendo una nativa digitale, ho imparato a disegnare utilizzando le tecniche tradizionali, e anche quando ho frequentato il liceo artistico l’era della computer grafica era ancora molto lontana. Vien da sè che disegnare su un foglio, una tela o una tavola mi venga molto più facile e naturale, e che realizzare immagini “virtuali” mi richieda più tempo e un maggiore sforzo rispetto agli artisti più giovani.
busto
Fare disegno al liceo significava stare ore in piedi davanti ad un cavalletto, sporcarsi di carboncino dalla testa ai piedi, riprodurre dal vero sculture sui grossi fogli di carta da spolvero ruvida e giallina, e realizzare disegni come quello dell’immagine in alto, da me eseguito in seconda liceo durante l’ora di figura. Ricordo inoltre che, una volta terminato, spruzzavamo sul foglio un fissativo liquido che veniva versato in un bicchierino e poi vaporizzato soffiando dentro una cannuccia.
Era un lavoro molto fisico, sensoriale, che comprendeva anche lo sforzo di trasformare una realtà in 3D in immagine bidimensionale. Inoltre il disegno nasceva direttamente dallo scorrere del friabile bastoncino nero sulla ruvida carta…
…con la mia tavoletta grafica, invece, il segno non si genera dove la punta della mia penna scorre, ma sul monitor del pc, e con questa modalità di lavoro devo ancora prendere confidenza. Certo, disegnando direttamente con il computer si può ottenere un’immagine vettoriale, (che può essere ingrandita quanto si vuole senza perdere definizione), e questo è un bel vantaggio.

scenografie
Tornando alle immagini digitali, ricordo che il primo programma di grafica che ho avuto (nei primi anni ’90) è stato Corel Draw, poi mi sono appassionata al fotoritocco e nei primi anni 2000 ho incominciato ad usare un software che assomigliava molto a Photoshop come comandi ma che non funzionava a livelli, per poi passare, dopo qualche anno, a Photoshop. Nel 2008 ho anche utilizzato Macromedia Flash, programma per l’animazione, con il quale ho realizzato le immagini in alto, scenografie per una proposta di cortometraggio realizzato in collaborazione con Ugo D’Orazio, lavoro che nel 2008 è stato selezionato per la presentazione all’interno della manifestazione Cartoons on the Bay.
Allora avevo disegnato tutto con il mouse, senza la tavoletta grafica, e nonostante ciò il risultato del mio lavoro mi soddisfaceva pienamente… che enorme quantità di tempo, però, per realizzare questi disegni!
Da allora mi sono ri-buttata nelle tecniche tradizionali e nella pittura, utilizzando Photoshop  solo per grafica e fotoritocco; con questo programma ho disegnato solo in sporadici casi, con un investimento, in termini di tempo, spropositato rispetto al risultato.

occhioFIRMA
A novembre mio marito mi ha regalato una tavoletta grafica, e quest’occhio azzurro è stata la mia prima prova di utilizzo. Il mio esperimento è piaciuto a molti, ma io  trovo quest’immagine assolutamente “finta” e per certi versi grossolana, anche se i riflessi sull’iride possono risultare accattivanti.

Accantonata per mesi, anche per mancanza di tempo, la tavoletta giaceva sulla mia scrivania inutilizzata finchè due giorni fa mio figlio ha voluto provare a disegnare con questo strumento.
Venerdì sera ho voluto anch’io riprovare, così ho dato vita allo “sgorbietto” dell’immagine in alto… che ha richiesto tre ore di tempo! Se l’avessi disegnato a mano e colorato con i pennarelli giusti, mi avrebbe richiesto meno di un terzo del tempo e avrei ottenuto un risultato migliore.
Per fare lo “sgorbietto”, che doveva rappresentare il look da “smart working”, curato solo dalla vita in su, ho inizialmente fatto uno schizzo veloce su un foglio, l’ho appoggiato sulla tavoletta e ricalcato ottenendo il primo disegno a sinistra. Successivamente ho iniziato a colorare, un po’ come mi veniva, provando vari tipi di pennelli, su un livello differente rispetto a quello del disegno.
Insoddisfatta comunque del risultato ero davvero scoraggiata, ma mio figlio mi ha rimproverata dicendomi che tendo ad arrendermi di fronte alle difficoltà naturalmente insite in ogni novità.
chiaro con neroCosì ieri sera sono tornata alla carica e finalmente ho fatto qualcosa che mi piace: un disegno vicino al mio stile, realistico ma ancora abbozzato in alcuni punti (la pelle… e ci credo, erano le tre di notte quando l’ho terminato, perciò la pelle non è rifinita); ma soprattutto quello che mi’interessa di più in un disegno o in un dipinto è riuscire a rappresentare la luce, l’intensa luce di una bella giornata di sole, anche soltanto nell’immagine di un occhio. (la luce è una mia fissa, per questo adoro Monet).
Non per niente quest’immagine è ispirata ad una foto scattata da mio figlio durante una luminosa giornata invernale.

Ho lavorato su livelli diversi, uno per la pelle, uno per l’iride, uno per la sclera, ecc…
Comunque, tempo impiegato: 6 ore. Guai a chi mi dice “Eh, vabbè, tanto l’hai fatto con Photoshop…”

 

Autocertificazione illustrata

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e niente, non ho resistito… ho fatto anch’io la mia …. clicca sul link in giallo o sull’immagine per vederla.
Pubblicata anche sulla pagina Instagram: autocertificazioni_illustrate!

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Il mondo riflesso in uno sguardo (ovvero come disegnare gli occhi)

superbello firmaLe iridi dei nostri occhi sono pietre preziose dalle magnifiche venature, che riflettono magicamente la luce: nella foto in alto, che ho scattato quest’estate con un cellulare, la cornea riflette un intero paesaggio: il cielo, il mare, le colline, le case, la spiaggia, e il pergolato e la ringhiera; più vicini, la fotografa con il suo cellulare e, immediatamente prossime al bulbo oculare, le ciglia e la palpebra. La superficie curva trasparente ripropone una realtà nella quale i tratti rettilinei diventano curvi, come nelle immagini riflesse dagli specchi convessi, con una sorta di effetto fish-eye.

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All’opera durante la manifestazione “Arte sui Navigli”, settembre 2017

(foto @_svetoslava)

Adoro disegnare le figure, ed in questo periodo mi sto concentrando proprio sulla rappresentazione dei riflessi che si formano negli occhi, e la realtà è fonte d’ispirazione inesauribile: la luce che illumina le iridi crea infatti riflessi sempre diversi, che cambiano a seconda della direzione di provenienza della luce e in base al tipo di fonte luminosa. Così anche quest’estate, sotto l’ombrellone, mi sono data da fare con matite e pastelli per catturare questa magia di riflessi…

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disegno realizzato con le matite colorate Caran D’Ache su un vecchio album di foto durante una vacanza in Albania

Sempre dalla stessa foto, ho realizzato dal vivo in un centro commerciale questo disegno:

Occhio realizzato nel giugno 2019 presso il Ristò all’interno dell’Iper di Solbiate Olona (VA)

Sullo stesso vecchio album utilizzato per realizzare, durante le mie giornate in spiaggia, schizzi e disegni ho eseguito uno schizzo in penna biro, cercando di riproporre un tipo di riflesso piuttosto simile al precedente.

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Schizzo a penna biro nera realizzato su un vecchio album di foto, tratto da una vecchia foto del mio occhio.
Disegno digitale di occhio, tratto da una foto scattata da mio figlio

Come si può notare da queste immagini, in questi casi la parte della cornea più illuminata fa da specchio, mentre la parte inferiore, perfettamente trasparente perché in ombra e quindi priva di riflessi, lascia intravvedere nitidamente la pupilla e l’iride con le sue magnifiche striature radiali e concentriche.

Quello appena descritto è il tipo di riflesso più complicato da rappresentare nei disegni; se invece un occhio è illuminato dall’alto da una sorgente luminosa puntiforme, la riproduzione degli effetti che si creano è decisamente più semplice: la palpebra infatti crea un’ombra sull’iride, e proprio in corrispondenza della parte più scura avremo il riflesso bianco (lustro) della fonte di luce, come nell’immagine sotto (pastello su pagine di libro).

occhi marroni
Particolare di un mio lavoro realizzato con i pastelli morbidi sulle pagine di un vecchio libro

Se la luce è leggermente laterale, può crearsi anche un riflesso luminoso sulla sclera, ovvero sulla parte bianca dell’occhio, come nei miei tre disegni a pastello che seguono:bella con firma

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In questa immagine e nella precedente particolari di due miei lavori dedicati alle castellane del Palio di Legnano realizzati con i pastelli morbidi su carta da pacco
rossa con firma
Particolare di un mio lavoro intitolato “Anima ribelle”, realizzato con i pastelli morbidi su carta da pacco

Sempre utilizzando i pastelli morbidi su carta da pacco ho rappresentato un occhio nel quale un’intensa luce radente illumina lateralmente l’iride; in questo caso la palpebra quasi non crea ombre, mentre è evidente la texture dell’iride ed è ben visibile il riflesso bianco del sole sulla cornea.

luce laterale
Disegno di occhio realizzato con pastelli morbidi su carta da pacco

Sempre illuminato lateralmente è l’occhio che segue, e l’ombra portata delle ciglia viene proiettata sull’iride; in questo caso il riflesso della fonte luminosa non è visibile perchè il sole non colpisce direttamente l’occhio come nel caso precedente. La luce proviene da sinistra, e il raggi colpiscono anche le ciglia, che brillano grazie a tocchi di pastello bianco.

“il sole negli occhi”, acrilico su tela, cm 20×20

Anche nell’immagine in alto una sorgente puntiforme crea un lustro ben definito, e la zona dell’iride ombreggiata dalla palpebra, conferisce l’effetto della trasparenza davanti all’iride. L’occhio ritratto stavolta è quello di un bimbo: in questo caso l’iride è più grande rispetto alle dimensioni dell’apertura dell’occhio se confrontiamo questa immagine con le altre proposte in questo post.

Ecco invece qui sopra uno “studio” di volto illuminato dal basso, dove il lustro è collocato sulla parte bassa dell’iride e le ciglia creano ombre portate al di sopra delle palpebre.

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Disegno di occhio realizzato con pastelli morbidi su carta da pacco
copertina newCLICCANDO QUI O SULL’IMMAGINE IN ALTO E’ POSSIBILE VISUALIZZARE IL TIME LAPSE SULLE REALIZZAZIONE DI QUESTO DISEGNO
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anche in questa foto è possibile vedere l’ombra delle ciglia sull’iride.

Negli occhi molto scuri non si coglie l’effetto della trasparenza della cornea; nell’immagine in basso (carboncino su carta di giornale) la sorgente luminosa è duplice, e crea quindi due riflessi bianchi.

occhi scuri
Particolare del mio lavoro intitolato “Black Beauty”, carboncino su carta di giornale.
Occhio ad acquerello

Nel mio acquerello in alto l’occhio è visto dal basso… per saperne di più leggi l’articolo DISEGNARE GLI OCCHI E IL NASO NEL VISO VISTO DAL BASSO

Altre nozioni sul disegno dell’occhio a QUESTO LINK