Corso di disegno Legnano

Alcuni lavori realizzati nell’anno appena trascorso dagli allievi del corso di disegno che tengo presso il Centro Pertini (Il Salice)  a Legnano.

Nell’immagine in basso contatti per info e iscrizioni. Inizio: Lunedì 7 settembre.

copertina con freccia

imparare a disegnare…

Imparare a disegnare si può! E nonostante tutto, anche quest’anno abbiamo lavorato allegramente e con passione, prima in presenza, poi a distanza ed infine a piccoli gruppi prendendo tutte le precauzioni necessarie.

Ecco i video che mostrano alcuni lavori realizzati dagli allievi
dei miei corsi di disegno che tengo presso

MUSICLAB

a Busto Arsizio.
Buona visione!
adulti
CORSO ADULTI
ragazziCORSO RAGAZZI

ELISABETTA NERI-indirizzi mail:
elisabetta.neri.vxtp@gmail.com
elisabetta.neri.vxtp@alice.it

disegnare gli occhi e il naso nel volto visto dal basso

insu

Avevo detto che avrei pubblicato questo approfondimento sul disegno degli occhi e del naso nel volto visto dal basso subito dopo l’articolo intitolato schizzare un volto visto di scorcio .

Scritto a metà aprile, per diversi motivi non ho potuto pubblicare allora il post che segue, perciò lo propongo adesso.

solo occhio firma
Non ho in casa molti mezzi per dipingere in questi giorni; però ho gli acquerelli e alcuni fogli adatti a questa tecnica, ma di formato molto piccolo (A5). Così questa volta, per colorare uno dei miei soggetti preferiti, ho utilizzato l’acquerello.
Ho anche filmato alcune fasi del lavoro realizzando questo breve video:
per libero
Come si può notare, in corrispondenza della pelle ho bagnato tutto il foglio prima di stendere il colore: questo accorgimento permette di ottenere colori tenui e campiture di colore dai contorni molto sfumati. Per i dettagli dell’occhio ho usato invece l’acquerello meno diluito, e quasi a secco per definire le ciglia, che dovevano risultare scure e nette.
firma 2Proverò ora a spiegare, partendo dal disegno rimasto in matita sulla destra, come cambia la forma di un occhio se visto dal basso; intanto, come si può notare osservando la foto in basso, gli angoli degli occhi sono idealmente posizionati su una linea curva, che all’incirca determina anche la curvatura della rima palpebrale (o rima cigliare) inferiore (come spiegato in modo più dettagliato nel post “schizzare un volto visto di scorcio
frma1Dovendo quindi disegnare l’apertura dell’occhio, avremo come limite inferiore tale linea (in blu nell’immagine in alto) e come limite superiore una curva molto accentuata, che seguirà la curvatura del bulbo oculare (i cui contorni sono tratteggiati in bianco nella foto in basso). (Vedi anche “occhi, naso e bocca nel viso visto di 3/4).
con linea
Se un occhio è visto dal basso non vedremo lo spessore della rima palpebrale inferiore, mentre si percepirà bene quello della rima palpebrale superiore (le due linee in rosa nella foto in alto).
linee colorate
La palpebra mobile (ovvero quella parte che va dalla rima cigliare superiore alla piega della palpebra (nell’immagine in alto in rosso), risulterà molto stretta perchè vista di scorcio, mentre lo spazio tra la piegatura della palpebra e il sopracciglio sarà più ampio perchè visto frontalmente. L’iride e la pupilla non saranno rotonde ma assumeranno una forma pressochè ovale (nel disegno in alto identificate con il colore verde – la parte tratteggiata è quella nascosta dalla palpebra mobile).
Le ciglia superiore si vedranno in tutta la loro lunghezza, mentre quelle inferiore risulteranno scorciate.

Per quanto riguarda il naso, si vedrà la base con le narici, mentre il dorso potrebbe vedersi di scorcio (ovvero accorciato) se il viso non è molto inclinato rispetto al nostro sguardo (immagine in alto a sinistra), oppure potrebbe non vedersi del tutto (immagine in alto, figura a destra).

Schizzare un volto visto di scorcio

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In questi giorni ho provato a schizzare sul mio sketchbook (in realtà un vecchio album per foto rimasto inutilizzato) alcuni volti femminili visti più o meno di scorcio.

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Disegnare un volto visto frontalmente o di profilo non è particolarmente difficile (vedi: Le ombre: dalla sfera al volto e disegno del volto di profilo); le cose si complicano quando è ruotato in una posizione intermedia (vedi” schizzare un volto visto di 3/4 e occhi naso e bocca nel viso visto di 3/4) e l’impresa diventa ancora più complessa se si prova a rappresentare un viso visto di scorcio.

Ma qual’è il significato dell’espressione “di scorcio”? Letteralmente significa accorciato. Ciò avviene per effetto della prospettiva: come in un pavimento vediamo le piastrelle, che in realtà sono quadrate, con un’altezza notevolmente inferiore alla loro larghezza, così anche la figura umana può risultare “scorciata” in tutti suoi elementi se la vediamo dal basso o dall’alto.


In quale caso il viso appare “accorciato”, ovvero con la sua lunghezza “ridotta”?

  • quando lo si guarda dal basso verso l’alto (figura 1)
  • quando lo si guarda dall’alto verso il basso (figura 2)
  • quando la figura che si ha di fronte ha il capo reclinato verso il basso (figura 3)
  • quando la figura che si ha di fronte ha la testa riversa all’indietro (figura 4)
  • quando si guarda una figura sdraiata standovi di fronte dalla parte dei piedi (figura 5) o dalla parte della testa (figura 6)

perblog

La visuale indicata nella figura 5 è quella adottata nella rappresentazione del famosissimo “Cristo morto” (1475-78 circa) di Andrea Mantegna, tra i primi artisti che si dedicarono allo scorcio prospettico applicato alla figura umana.

Cristo morto Andrea Mantegna
immagine tratta dal web

La prospettiva, codificata all’inizio del secolo in cui visse l’artista, fu da subito applicata in maniera puntuale e precisa nella rappresentazione dell’architettura, i cui volumi geometrici risultavano più facilmente definibili applicando le norme che regolano la visione prospettica, come dimostra il dipinto di Piero della Francesca intitolato “Flagellazione di Cristo” del 1455–1460 (immagine in basso).

flagellazioneù
immagine tratta dal web

Tali norme risultavano invece meno oggettivamente applicabili nella rappresentazione di forme più irregolari e complesse come quelle del corpo umano: Se infatti si confronta la figura del Cristo con la foto di un uomo sdraiato, ci si rende subito conto che nel dipinto dell’artista quattrocentesco i piedi in primo piano sono più piccoli di come apparirebbero nella realtà, mentre la testa risulta grande. Lo scorcio del volto è comunque perfetto.

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immagini tratte dal web

Mantegna introdusse una grande novità, infatti dopo di lui tanti altri artisti si misurarono con il complesso tema della figura vista di scorcio, ne sono un esempio le opere visibili nello slideshow in alto.
Solo alla fine del Cinquecento le anomalie prospettiche vennero completamente risolte, per arrivare alla straordinaria abilità degli artisti settecenteschi che, popolando illusoriamente i soffitti di figure viste dal basso, portarono questo tema a livelli virtuosistici.

(per approfondire l’argomento consiglio la visita del Blog didatticarte a QUESTO LINK).

nuovo

Ma ora veniamo a noi.
Per effetto della prospettiva, in un volto visto dal basso la fronte risulterà più stretta della mascella (immagine in alto a sinistra), mentre nel caso opposto vedremo la forma della testa stringersi molto verso il mento (immagine in alto a destra). Come sempre converrà utilizzare linee di riferimento per posizionare sopracciglia, occhi, naso, bocca, mento… che in questo caso non saranno tratti rettilinei (vedi immagine in basso e Le ombre: dalla sfera al volto) come nel viso visto di fronte, ma curve.
PROPORZIONI

Perchè curve? Proverò a spiegarlo in maniera semplice con il solito ovetto, dotato di meridiani (come quello che segna l’asse di simmetria del volto) e paralleli (le linee di sopracciglia, occhi, naso, bocca e mento) simili a quelli di un mappamondo.

ovettoovetti

Come si può notare in queste foto, se l’uovo viene visto dall’alto le linee orizzontali che vengono solitamente tracciate come riferimento per disegnare i diversi elementi del volto appaiono come curve la cui rotondità è rivolta verso il basso (foto a sinistra) mentre se l’uovo è visto dal basso le curve sono orientate in modo opposto (foto 1, 2 e 3)
Inoltre, osservando le figure 1, 2 e 3 si può notare come le linee tendano ad avere una curvatura sempre più accentuata aumentando l’inclinazione dell’uovo.
Un’altra importante considerazione che si può fare guardando le immagini è che, per effetto della prospettiva, le linee parallele che si trovano in prossimità di chi guarda appaiono più distanti tra loro rispetto a quelle più lontane, ad esempio: nell’immagine 3 la distanza tra la linea delle sopracciglia e quella degli occhi risulta minore di quella tra la linea del naso e della bocca, anche se nella realtà questi due spazi sono uguali.
Il disegno in basso è stato tracciato a partire da uno schema simile a quello della foto 2.

viola

tre quarti
Se poi il volto, oltre ad essere visto di scorcio, è anche leggermente ruotato lateralmente, alche il “meridiano” che costituisce l’asse di simmetria del volto si trasformerà in una curva (foto in alto).

Naturalmente l’uovo è una semplificazione, nella realtà il volto ha concavità e sporgenze che sulla superficie liscia e uniforme dell’uovo non esistono, ma serve per capire come disegnare un immaginario “involucro” necessario per poter schizzare i volti così inclinati, come si può notare nei disegni dell’immagine in basso: prima di schizzare il viso ho infatti disegnato ed evidenziato con il tratteggio rosso una forma ovoidale che ho utilizzato come schema di riferimento.

dall'alto
al basso

CLICCA QUI PER LEGGERE L’APPROFONDIMENTO SUL DISEGNO DEGLI OCCHI E DEL NASO NEL VISO VISTO DAL BASSO.

Che cosa apparirà?

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Patrizia all’opera

Gli allievi dei corsi di disegno che tengo presso Music Lab a Busto Arsizio si stanno cimentando in una nuova prova: la realizzazione di un dipinto murale trompe l’oeil.

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Abbiamo deciso di aprire questa immaginaria finestra sul tratto di parete leggermente curvo collocato di fronte all’ingresso dell’aula di disegno.
La cornice in blocchi di tufo non era prevista nel progetto iniziale, ma è stata proposta dagli allievi per meglio evidenziare il paesaggio che verrà dipinto al suo interno; inoltre l’aggiunta di questo particolare ha dato la possibilità di sperimentare una tecnica di riproduzione di questo tipo di pietra semplice e d’effetto.

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Luisa alle prese con le lumeggiature

I blocchi di tufo sono stati imitati applicando dapprima una spugnatura di colore beige, punteggiata in seguito con schizzi di colore marrone scuro.
Ma il tocco che davvero conferisce al tufo un’illusoria ma realistica porosità è l’aggiunta di piccole lumeggiature color panna collocate nei punti giusti.

lumeggiature

particolareprospettiva

All’interno dell’arco abbiamo passato una mano di gesso per colori acrilici (bianco).

Nell’album intitolato “che cosa apparirà?” della mia pagina Facebook “Elisabetta Neri pittura e decorazione”, sto pubblicando le foto che mostrano i diversi stadi di avanzamento del lavoro; per visualizzarle, clicca QUI.

Se sapere come procederanno i lavori ti incuriosisce, puoi tornare anche in seguito a visitare l’album “Che cosa apparirà?”, che verrà aggiornato ad ogni progresso del dipinto murale.

Ecco quali saranno i passi che seguiremo nelle prossime lezioni:

linea d'orizzonte

All’altezza dei nostri occhi, tracceremo una linea orizzontale (linea d’orizzonte);

asse centrale e punto di fuga

disegneremo l’asse centrale della nostra arcata, e nel punto d’incontro tra l’asse centrale e la linea d’orizzonte individueremo il punto di fuga.
Per ottenere un’immagine realistica, dovremo tener presente alcune nozioni di base relative alla rappresentazione prospettica, e sceglieremo il tipo di prospettiva più semplice e più utilizzato nei trompe l’oeil: la prospettiva centrale, che prevede un solo punto di fuga al centro dell’immagine.

profondità

piantando un chiodino nel punto di fuga e annodandovi una corda, rappresenteremo le fughe tra un mattone e l’altro con la giusta inclinazione, per poter conferire profondità all’arco che abbiamo disegnato.

30/01/2020
Anzichè utilizzare il chiodino e la corda per tracciare le linee convergenti verso il punto di fuga, è stato utilizzato un cartoncino, che ben si è adattato alla curvatura della parete. (vedi immagine in basso)

cartoncino

La mia passione per i trompe l’oeil mi ha portato a scrivere, in passato, alcuni articoli sulle nozioni di base per l’utilizzo della prospettiva.
Ecco i link agli articoli:

l’ABC del trompe l’oeil: 1 – LA PROSPETTIVA: LA LINEA D’ORIZZONTE E IL PUNTO DI FUGA

l’ABC del trompe l’oeil: 2 – LA PROSPETTIVA: LE PROFONDITA’

l’ABC del trompe l’oeil: 3 – LA PROSPETTIVA: le altezze

l’ABC del trompe l’oeil: 4 – LA PROSPETTIVA: piani inclinati e scale

l’ABC del trompe l’oeil: 5 – LA PROSPETTIVA: archi e cerchi

 

the wave

Articolo aggiornato il 14/05/19

Esporrò ancora “the Wave” domenica 26 maggio durante questa manifestazione:
MILANO 3 VIVE L’ARTE, presso il laghetto di Basiglio.

La terra siamo noi, multiforme e multicolore onda di umanità palpitante in cammino, che vive per lasciare il suo segno… speriamo costruttivo. 
La ribellione della natura che presuntuosamente pensiamo di poter dominare sempre e comunque potrebbe travolgerci con la forza di uno tsunami…
distratti da un'”invitante” realtà virtuale, rischiamo di essere ciechi di fronte alle trasformazioni negative che la “nostra casa” sta subendo.

quadrata2"the wave", particolare

The wave

A te che sei felice di essere ciò che sei.
A te che sei un essere unico, diverso da qualunque altro, che arricchisce il mondo con la sua originalità.

A te che, nonostante gli ostacoli da superare, hai guardato avanti, trasformando quegli ostacoli nei tuoi punti di forza.
A te che lotti contro la sofferenza ogni giorno.
A te che sei irrimediabilmente etichettata come un essere “diverso”.
A te che hai lo sguardo più lungo di tutti gli altri, e che, proprio per via di quella spiacevole “etichetta”, vedi oltre le mode, le convenzioni, la cecità della massa.
A te che porti avanti la tua battaglia, fragile esserino che coraggiosamente si pone al cospetto dei giganti.
A te che non vuoi assomigliare ad alcuna altra donna, tanto meno ad una “bambola” priva di imperfezioni ma anche dell’anima.
A te che sei capace di lasciare il segno pur vivendo i tuoi giorni nell’anonimato.
A te che coraggiosamente e silenziosamente nutri i tuoi figli insegnando loro la pienezza della vita, ma anche a te che, pur non avendo figli tuoi, sei più madre di molte altre donne.
A te che hai visto la vita per la prima volta proprio adesso, creatura inerme e inconsapevole per la quale il mondo è il corpo caldo della mamma.
A te che, approdando nell’ignoto con un bagaglio pieno di nostalgia, di tradizioni e di ricordi ci regali 
colori e profumi che sanno di mondi lontani.
Siamo un mosaico di vite, tante tessere di forme e colori diversi.
Non privarti del tuo spessore, della tua profondità per perderti in una bidimensionalità, apparentemente luminosa ma in realtà infinitamente fredda e buia.
Sii onda, piena di energia e traboccante di vita.

"the wave", acrilico su plexiglass, Elisabetta Neri

La tecnica di “the wave” è quella messa a punto all’inizio degli anni ’90, di pittura su plexiglass. Nel ’93 il quadro “Contrasti”, realizzato per il concorso
CIVILTA’ CONTADINA, VALORI E MEMORIE, organizzato dal Comune di Tornaco
(Novara), ha ottenuto il premio giovani. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU’

“The wave” è la versione “aggiornata” di “Contrasti” (immagini in basso): infatti in tutte e due le opere ho tentato di “fotografare” caratteristiche e contraddizioni del momento storico in cui li ho realizzati.

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particolare del dipinto “Contrasti”

Ho utilizzato questa tecnica anche per la realizzazione di “Like” (immagine in basso)

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"the wave", acrilico su plexiglass, Elisabetta Neri

Definisco “neo-pop” lo stile di “The Wave” anche per queste caratteristiche:

  • colori vivaci e delineo marcato per le figure, rappresentate quasi come personaggi dei fumetti
  • Utilizzo di colori spray che si sfumano uno dentro l’altro, ispirati al graffitsmo
  • utilizzo di colori acrilici e di materiali plastici dai colori brillanti.

Se questo mio dipinto ti incuriosisce, puoi vederlo dal vivo domenica 26 maggio. Esporrò anche “grande fratello”, visibile nell’immagine qui sotto:

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“Grande fratello”, pastello su carta da pacco, Elisabetta Neri

 

Disegnare le gocce d’acqua

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foto Elisabetta Neri

Ho sempre osservato con molta curiosità i riflessi che si formano su una goccia d’acqua. Le goccioline di rugiada sui petali dei fiori moltiplicano la luce e con  la loro rotondità e trasparenza ricordano microscopiche pietre preziose…
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… una lucentezza che ho provato a riprodurre nella corona della figura ritratta nel mio quadro “La Castellana in giallo e verde” (immagine sopra).
Le goccioline di rugiada, come piccole lenti, ingrandiscono la trama di un tessuto o le nervature di una foglia.
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Foto Elisabetta Neri

Decidere di ritrarre un certo soggetto obbliga a studiarlo fin nei minimi dettagli, e se  si deve insegnare anche ad altri a riprodurlo è necessario individuare “regole” che consentano di rappresentarlo in maniera realistica.

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Per questo  mi sono cimentata in diverse prove prima di poter dare indicazioni utili alla riproduzione delle gocce.
Nella prima delle immagini che seguono c’è una gocciolina schizzata “al volo” con le matite Contè su una delle tavolette che usiamo come appoggio per disegnare; Ho poi provato a rappresentare lo stesso soggetto utilizzando diverse tecniche: i Contè stick su cartoncino grigio (le 2 seconde immagini), gli acquerelli sulle pagine del mio sketchbook (terza immagine), e i colori a olio su un cartone telato (quarta immagine).

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La goccia ha una forma pressochè semisferica; il punto che viene colpito direttamente dalla luce è brillante, perchè la sua superficie curva è riflettente: andrà quindi riprodotto utilizzando il bianco o comunque un colore molto chiaro. Essendo l’oggetto in questione trasparente, esso viene attraversato dai raggi luminosi, che illuminano la superficie sulla quale la goccia si trova, proprio in corrispondenza del prolungamento del raggio che colpisce il piano di appoggio; la zona luminosa che si forma rischiara anche la parte centrale dell’ombra portata.

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Vista dall’alto, quindi, la gocciolina trasparente presenta un gioco di ombre completamente opposto rispetto a quello che si presenterebbe in un corpo opaco: la metà rivolta verso la fonte luminosa nel disegno deve essere scurita, mentre la metà opposta della goccia va schiarita.

 

disegno del volto di profilo

20190215_140859Per disegnare in modo proporzionato un volto visto di profilo si può seguire uno schema simile a quello proposto per la rappresentazione del viso visto di fronte (le ombre: dalla sfera al volto) e di tre quarti  (schizzare un volto visto di 3/4); lo schema questa vola sarà però costituito da un quadrato diviso in 9 quadratini.
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Per il posizionamento in verticale di occhi, naso e bocca si possono seguire le stesse regole già prese in considerazione per il viso visto di fronte e di 3/4. Occhi, naso e bocca rientreranno nella prima colonna di quadratini a sinistra, mentre l’orecchio sarà all’incirca sulla linea tra la 2° e la 3° colonna.

L’occhio visto di profilo ha una forma simile a quella di un triangolo isoscele, con il lato più corto tondeggiante per via della rotondità del bulbo oculare; l’iride e la pupilla sono ovali.

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Le labbra di profilo hanno una forma che ricorda quella di un cuore ruotato di 90°; bisogna però tener presente che labbro superiore e inferiore hanno all’incirca lo stesso spessore, e che il labbro superiore sporge di più rispetto a quello sottostante.

 

 

Occhi, naso e bocca nel viso visto di 3/4

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Come cambia la forma di occhi, naso e bocca nel viso visto di 3/4? Tutti questi elementi, visti frontalmente sono simmetrici, quindi perfettamente divisibili in due parti speculari da un asse verticale, che nell’immagine in basso è di colore rosa chiaro. Nei disegni ho tratteggiato il contorno dei bulbi oculari perchè nella visione del volto di 3/4 la  curvatura della loro superficie si percepisce maggiormente.

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Nel viso visto di 3/4 quest’asse, come già detto nel post precedente, immaginandolo “disegnato” sul volto, seguirà le sporgenze e le rientranze del profilo (immagine in basso).

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In questo caso l’apertura degli occhi avrà una forma simile a quella di una goccia ruotata di 90°, con la parte larga verso l’angolo degli occhi più lontano da noi; a questa forma a goccia bisognerà poi aggiungere la carnucola lacrimale verso il centro del volto (immagine a destra in basso). Nel viso visto di 3/4 la rotondità del bulbo oculare risulta più visibile. L’iride e la pupilla avranno una forma ovale se la figura che intendiamo disegnare avrà lo sguardo rivolto di fronte a sè (immagine a sinistra in basso), mentre se dovrà avere lo sguardo rivolto verso di noi, l’iride e la pupilla resteranno rotonde. (immagine in alto)

Del naso percepiremo la sporgenza, e l’ala nasale più lontana da noi risulterà nascosta dalla punta del naso; anche nella bocca la parte più lontana da noi, ovvero quella che nel disegno in basso si trova alla nostra sinistra rispetto all’asse centrale, sarà più corta di quella più vicina a noi, perchè vista di scorcio.

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Il mondo riflesso in uno sguardo (ovvero come disegnare gli occhi)

superbello firmaLe iridi dei nostri occhi sono pietre preziose dalle magnifiche venature, che riflettono magicamente la luce: nella foto in alto, che ho scattato quest’estate con un cellulare, la cornea riflette un intero paesaggio: il cielo, il mare, le colline, le case, la spiaggia, e il pergolato e la ringhiera; più vicini, la fotografa con il suo cellulare e, immediatamente prossime al bulbo oculare, le ciglia e la palpebra. La superficie curva trasparente ripropone una realtà nella quale i tratti rettilinei diventano curvi, come nelle immagini riflesse dagli specchi convessi, con una sorta di effetto fish-eye.

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All’opera durante la manifestazione “Arte sui Navigli”, settembre 2017

(foto @_svetoslava)

Adoro disegnare le figure, ed in questo periodo mi sto concentrando proprio sulla rappresentazione dei riflessi che si formano negli occhi, e la realtà è fonte d’ispirazione inesauribile: la luce che illumina le iridi crea infatti riflessi sempre diversi, che cambiano a seconda della direzione di provenienza della luce e in base al tipo di fonte luminosa. Così anche quest’estate, sotto l’ombrellone, mi sono data da fare con matite e pastelli per catturare questa magia di riflessi…

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disegno realizzato con le matite colorate Caran D’Ache su un vecchio album di foto durante una vacanza in Albania

Sempre dalla stessa foto, ho realizzato dal vivo in un centro commerciale questo disegno:

Occhio realizzato nel giugno 2019 presso il Ristò all’interno dell’Iper di Solbiate Olona (VA)

Sullo stesso vecchio album utilizzato per realizzare, durante le mie giornate in spiaggia, schizzi e disegni ho eseguito uno schizzo in penna biro, cercando di riproporre un tipo di riflesso piuttosto simile al precedente.

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Schizzo a penna biro nera realizzato su un vecchio album di foto, tratto da una vecchia foto del mio occhio.
Disegno digitale di occhio, tratto da una foto scattata da mio figlio

Come si può notare da queste immagini, in questi casi la parte della cornea più illuminata fa da specchio, mentre la parte inferiore, perfettamente trasparente perché in ombra e quindi priva di riflessi, lascia intravvedere nitidamente la pupilla e l’iride con le sue magnifiche striature radiali e concentriche.

Quello appena descritto è il tipo di riflesso più complicato da rappresentare nei disegni; se invece un occhio è illuminato dall’alto da una sorgente luminosa puntiforme, la riproduzione degli effetti che si creano è decisamente più semplice: la palpebra infatti crea un’ombra sull’iride, e proprio in corrispondenza della parte più scura avremo il riflesso bianco (lustro) della fonte di luce, come nell’immagine sotto (pastello su pagine di libro).

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Particolare di un mio lavoro realizzato con i pastelli morbidi sulle pagine di un vecchio libro

Se la luce è leggermente laterale, può crearsi anche un riflesso luminoso sulla sclera, ovvero sulla parte bianca dell’occhio, come nei miei tre disegni a pastello che seguono:bella con firma

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In questa immagine e nella precedente particolari di due miei lavori dedicati alle castellane del Palio di Legnano realizzati con i pastelli morbidi su carta da pacco
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Particolare di un mio lavoro intitolato “Anima ribelle”, realizzato con i pastelli morbidi su carta da pacco

Sempre utilizzando i pastelli morbidi su carta da pacco ho rappresentato un occhio nel quale un’intensa luce radente illumina lateralmente l’iride; in questo caso la palpebra quasi non crea ombre, mentre è evidente la texture dell’iride ed è ben visibile il riflesso bianco del sole sulla cornea.

luce laterale
Disegno di occhio realizzato con pastelli morbidi su carta da pacco

Sempre illuminato lateralmente è l’occhio che segue, e l’ombra portata delle ciglia viene proiettata sull’iride; in questo caso il riflesso della fonte luminosa non è visibile perchè il sole non colpisce direttamente l’occhio come nel caso precedente. La luce proviene da sinistra, e il raggi colpiscono anche le ciglia, che brillano grazie a tocchi di pastello bianco.

“il sole negli occhi”, acrilico su tela, cm 20×20

Anche nell’immagine in alto una sorgente puntiforme crea un lustro ben definito, e la zona dell’iride ombreggiata dalla palpebra, conferisce l’effetto della trasparenza davanti all’iride. L’occhio ritratto stavolta è quello di un bimbo: in questo caso l’iride è più grande rispetto alle dimensioni dell’apertura dell’occhio se confrontiamo questa immagine con le altre proposte in questo post.

Ecco invece qui sopra uno “studio” di volto illuminato dal basso, dove il lustro è collocato sulla parte bassa dell’iride e le ciglia creano ombre portate al di sopra delle palpebre.

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Disegno di occhio realizzato con pastelli morbidi su carta da pacco
copertina newCLICCANDO QUI O SULL’IMMAGINE IN ALTO E’ POSSIBILE VISUALIZZARE IL TIME LAPSE SULLE REALIZZAZIONE DI QUESTO DISEGNO
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anche in questa foto è possibile vedere l’ombra delle ciglia sull’iride.

Negli occhi molto scuri non si coglie l’effetto della trasparenza della cornea; nell’immagine in basso (carboncino su carta di giornale) la sorgente luminosa è duplice, e crea quindi due riflessi bianchi.

occhi scuri
Particolare del mio lavoro intitolato “Black Beauty”, carboncino su carta di giornale.
Occhio ad acquerello

Nel mio acquerello in alto l’occhio è visto dal basso… per saperne di più leggi l’articolo DISEGNARE GLI OCCHI E IL NASO NEL VISO VISTO DAL BASSO

Altre nozioni sul disegno dell’occhio a QUESTO LINK