piccoli assaggi

Non sono forse gli stuzzichini presentati in maniera accattivante a stimolare l’appetito durante un pranzo? Non sono forse i piccoli assaggi che scatenano in noi la curiosità di provare tutto senza il timore di abbuffarci?

Minimalia la immagino così: un’allettante esposizione di piccoli assaggi pittorici e poetici.

“Minimalia”, organizzata dal Centro Artecultura Bustese, verrà inaugurata domenica prossima (19 settembre 2021), presso la Galleria Boragno di Busto Arsizio (VA), ed io avrò l’onore di partecipare all’evento con il mio mini-dipinto astratto postato in apertura di questo articolo.

Ogni opera sarà associata ad una breve poesia (haiku) creata dagli allievi della scuola di scrittura creativa della UALZ di Legnano (MI).

Ad ogni artista è stato infatti assegnato un breve testo poetico e consegnate due piccole tele (cm 20 x 20) sulle quali dare libero sfogo alla propria creatività a partire dal contenuto dell’haiku;.
Ecco le mie due proposte:

Avendo avuto una formazione artistica tradizionale, generalmente il mio linguaggio è figurativo; è infatti per questo motivo che nel primo dipinto gli stimoli suggeriti dalla poesia si sono immediatamente tradotti in un’immagine realistica (immagine in basso).

ma ultimamente sono attratta anche dalle composizioni astratte, più ermetiche e misteriose, che lasciano maggior spazio all’interpretazione trasmettendo sensazioni anzichè fornire indicazioni esatte ed univoche al fruitore; mi sono quindi successivamente lasciata andare provando a far fluire le emozioni in maniera meno ragionata, ed è nato il piccolo dipinto astratto che verrà esposto alla mostra.

Fa inoltre parte della mia ricerca artistica più recente il tentativo di accostare ed armonizzare i due linguaggi espressivi, ed è quindi per questo motivo che le mie due tele, pur configurandosi come due immagini autonome e molto diverse tra loro, possono convivere dialogando armonicamente.

https://www.varesenews.it/evento/minimalia/


immagini e riflessioni

Elisabetta Neri -“Nightmare” acrilico su tavola e su vetro sintetico cm 70×70 esclusa cornice

si può addentare con ingordigia il nostro pianeta come se fosse una mela? Sì, e, come una Gorgone che con il suo sguardo ingordo tutto pietrifica spegnendo ogni alito di vita, l’abbiamo fatto.
La presunzione umana di poter definire a proprio uso e consumo i limiti del bene e del male, o l’arroganza di non stabilirli affatto ha causato danni e una complessità quasi impossibile gestire.
L’incubo della pandemia ci ha imposto uno stop, una pausa di riflessione. Anche se qualcuno persisterà nello sfruttare a proprio vantaggio anche questa tragica situazione, l’unica via da percorrere per metterci in salvo non potrà che percorrere spazi in armonia con i nostri simili e con la nostra meravigliosa casa.


Una settimana fa sono riuscita finalmente a terminare questo lavoro, che verrà esposto nell’ambito di una collettiva che si terrà a metà ottobre… più avanti svelerò tutti i dettagli!


week-end artistico

Lo scorso fine settimana è stato davvero intenso ma anche molto soddisfacente dal punto di vista artistico!
Come già detto domenica 27 ho partecipato alla manifestazione “Albino in Arte“, ad Albino, (VIDEO SUL MIO CANALE YOUTUBE ARMONIEONLINE) in provincia di Bergamo: tanta gente per le strade, musica dal vivo e tante piacevoli esibizioni, per adulti e per bambini.

AI SEGUENTI LINK FOTO UFFICIALI:

FOTO DI FABRIZIO CARRARA
FOTO DI MAURO MONACHINO

Tante le persone che si sono fermate a guardare o a fotografare i miei quadri e a chiedermi informazioni, diversi bimbi incuriositi da questa “strana” tecnica del pastello, da questi colori che si sfumano con le dita: così ho fatto provare anche loro a stendere un po’ di colore sul mio disegno.

L’opera “Green Soul”, realizzata durante la manifestazione, è un pastello che ha come supporto la carta verde chiaro di un numero del corriere della sera dedicato all’ecologia…

… lasciando volutamente in evidenza alcune “parole chiave” o frasi significative.

Ma, a parte l’esperienza di domenica, anche il sabato è stato per me un soddisfacente momento conclusivo per un’attività portata avanti anche quest’anno nonostante le difficoltà dovute alla pandemia: si è infatti svolto il saggio finale del Music Lab a Busto Arsizio (VA), dove ormai da qualche anno tengo i miei corsi di disegno e pittura.

Mentre gli allievi dei corsi di musica si esibivano sul palco, i ragazzi che hanno frequentato i corsi di disegno hanno creato sul momento questi due grandi pannelli (immagine in alto); le due suggestive immagini sono state realizzate con spray e pastelli morbidi su cartoncini neri da Jasmine, Eleonora, Sofia e Luigi, con il contributo di alcuni dei ragazzi iscritti ai corsi di musica che hanno voluto provare le tecniche che stavamo utilizzando.

Altri lavori realizzati sul posto sono stati i grattacieli al tramonto in stile cartoon di Roberto, con Omer Simpson in primo piano, ed un personaggio totalmente inventato da Jessica, dedicato alla musica ed in particolare al Music Lab, colorato con gli acquerelli.

Nel cortile è stata anche allestita l’esposizione di alcuni lavori eseguiti dagli allievi durante l’anno.

I corsi di disegno e pittura del Music Lab di Busto Arsizio (VA), per adulti e ragazzi, ripartiranno all’inizio di settembre: come sempre è possibile partecipare ad una lezione di prova prima di iscriversi; non richiedono una preparazione artistica iniziale e permettono di apprendere tecniche e trucchi per realizzare splendide immagini.

Magma azzurro – n°5 virtual gallery

“Magma azzurro”, 2021, cm 30 x 40; tecnica: acrilico su tela

OPERA N° 5 VIRTUAL GALLERY

“In questo periodo solo una piccola parte di noi è leggibile, come la punta di un iceberg che cela un mondo sommerso, oscuro e nascosto…un mondo che è sogno, paura e desiderio, azzurro magma ribollente dai contorni indefiniti. Agli inquieti gli sguardi è affidato il compito di comunicare l’incommensurabile.”

Così ho descritto il mio ultimo quadro, intitolato “Magma azzurro”.

Dopo le opere dal sapore un po’ retrò, ispirate all’architettura storica della mia zona, mi sono spesso dedicata alla rappresentazione di sguardi, cercando di coglierne l’intensità…come attratta da pupille simili a finestre enigmatiche sull’abisso interiore, ho ritratto occhi caratterizzati da molteplici espressioni, colori e riflessi.

A QUESTO LINK L’ARTICOLO: “IL MONDO RIFLESSO IN UNO SGUARDO”

L’acrilico su tela delle immagini in alto è nato in un periodo di sorrisi celati nel quale, osservando questa muta finestra sull’anima, provo a cogliere ogni minima sfumatura di espressione.
Realizzato nel corso di queste insolite vacanze di Natale, a cavallo tra la fine di un 2020 percepito da molti come un periodo nefasto da dimenticare e l’inizio di un 2021 sul quale si sono riversate mille aspettative e speranze, esprime nella sua parte astratta l'”ignoto” che causa inquietudine ma anche desiderio e sogno di sereni cieli azzurri.
Gli occhi sono ispirati ad una foto che mio marito mi ha scattato nel 2000, in un momento nel quale il mio sguardo era stato improvvisamente catturato da qualcosa.

Nel mio quadro sono però gli occhi sono di due colori differenti: l’indaco del cielo poco prima dell’alba e l’azzurro del mare.

“Magma azzurro” accosta informale e figurativo: l’intento di far dialogare casualità e progetto, leggibile ed interpretabile fa infatti parte della mia più recente ricerca artistica.

“Magma Azzurro” ha preso parte all’esposizione virtuale organizzata dal CAB di Busto Arsizio (VA)
#IORESTOACASAINTANTOLAVORO
Che ha permesso a molti di esprimersi e di avere visibilità anche in un periodo così difficile per ogni forma di espressione artistica. L’iniziativa recensita su diversi quotidiani online.
A QUESTO LINK L’ARTICOLO DI MALPENSA 24
A QUESTO LINK L’ARTICOLO DI L’inform@zione online



Il colore della luce

Matteo Olivero, “Paesaggio invernale”, olio su tela, 1911-1914

Apro questo articolo con una piccola tela di un pittore saluzzese, compaesano molto ammirato dal mio nonno pittore.
Di che colore sono le ombre sulla neve? Le ombre sono più scure della neve illuminata dal sole, quindi verrebbe da pensare che, dovendole dipingere, si dovrebbe scurire il bianco con un po’ di nero per rappresentarle.
E invece no: gli impressionisti, come altri artisti che hanno compiuto ricerche sulla rappresentazione della luce, come Macchiaioli, Divisionisti e Puntinisti, hanno scoperto le ombre colorate. Perciò in questo quadro esposto a Novara alla mostra “Divisionismo. La rivoluzione della luce” le ombre non sono grigie (bianco + nero) ma azzurre. In realtà non sono solo azzurre: avvicinandosi all’opera si notano anche puntini gialli e arancio, sia sulla neve che all’interno delle ombre.
Ingrandendo bene l’immagine a QUESTO LINK , che mostra un altro quadro di Olivero, piccole pennellate arancioni sono accostate a quelle blu ciano per creare le ombre.
Arancio e blu sono colori complementari tra loro. Ma cosa significa “colori complementari”? Ecco una slide del mio corso di disegno online che lo spiega:

Spesso dico ai miei allievi di mescolare un po’ di arancio al blu per “spegnerlo”, così come dico di aggiungere del rosso magenta al verde per lo stesso motivo. Spesso però, dipingendo il fogliame degli alberi visti da lontano nei dipinti murali di grandi dimensioni, mi è capitato di aggiungere puntini di rosso magenta al verde nelle zone di ombra, senza mescolarli, ottenendo così un’immagine molto luminosa: ho fatto quindi ciò che anche i divisionisti applicavano nelle loro opere, ho lasciato i due colori separati per far sì che apparissero mescolati tra loro quando l’immagine veniva vista da lontano.

Una mia riproduzione in acrilico su tela delle due opere “Beech Forest” e “Birch Forest” di Klimt

In queste due mie riproduzioni dei quadri di Klimt “Beech Forest” e “Birch forest”, il tappeto di foglie, che ha come colore dominante l’arancio, contiene anche piccole pennellate di azzurro (complementare dell’arancio) e di verde.

Particolare di “Sole e brina”, di Plinio Nomellini, olio tela, 1905-10

In questo particolare del dipinto “Sole e brina” di Nomellini, esposto a Novara, gli alberi controluce sullo sfondo somigliano molto a quelli che fanno da sfondo a “Beech Forest” di Klimt (immagine in basso): sgranati ed “esplosi” in tante piccole pennellate di colori diversi.

Particolare della mia riproduzione in acrilico su tela delle due opere “Beech Forest” di Klimt
Cesare Maggi, “Alta montagna”, olio su tela, 1914

In alcune opere dei divisionisti il colore diviso è molto evidente, come nell’immagine in alto; direi che opere di questo tipo sono “didatttiche” per chi cerchi di comprendere la tecnica dei divisionisti, in quanto le pennellate di colori contrastanti sono chiaramente individuabili; però le tele che preferisco sono quelle in cui la tecnica risulta impercettibile da lontano, e la si riconosce solo se si guarda l’immagine molto da vicino. Per questo motivo adoro le opere, oltre che del meno noto Matteo Olivero, di Pellizza da Volpedo o di Morbelli, che sprigionano una luminosità incredibile.

Angelo Morbelli, “Neve, olio su tela, 1909

E’ il caso di “Neve”, di Angelo Morbelli: la mia foto non rende assolutamente giustizia a questa piccola e magica tela, dove, guardando attentamente la neve, si possono scorgere al suo interno sottilissimi filamenti di blu ciano, rosso magenta e giallo primario, i tre colori primari, visibili leggermente meglio – ma mai come dal vivo! -a QUESTO LINK. La luce solare, che percepiamo bianca, è in realtà composta dai colori dell’iride (cioè dell’arcobalendo), formati dai tre primari e dalla loro miscelazione, primari che guarda caso sono utilizzati da Morbelli per rendere eccezionalmente luminosa la sua neve.
Nello slideshoew in basso, altre tele dedicate alla neve esposte a Novara:

Non è un caso che diversi pittori divisionisti abbiano scelto la montagna (Segantini che si trasferì a Savognin, nel cantone Grigioni ne è un esempio) o una campagna ritratta in una limpida giornata di sole come soggetto per i loro quadri: l’aria tersa e la luce intensa, infatti, permettono di percepire i colori in tutta la loro brillantezza e luminosità; spesso il soggetto delle loro tele era la natura, perciò la vita contadina, ad essa strettamente legata, costituiva spesso una fonte d’ispirazione.

In queste tre immagini: Giovani Battista Ciolina, “La lavandaia”, olio su tela, 1897-1899

Nelle immagini in alto i dettagli in primo piano hanno contorni nitidi e colori intensi; sullo sfondo i contrasti si riducono progressivamente, fino ad arrivare alla montagna sullo sfondo, azzurrina e sfumata per via della prospettiva aerea.

Matteo Olivero, “Primi raggi”, olio su tela, 1904

Naturalmente anche la luce rosata dell’alba e del tramonto ha spesso affascinato i pittori interessati alla resa della luce: splendido è questo “Primi raggi” di Matteo Olivero (immagine in alto), così come “Tramonto” di Carlo Cressini.

Carlo Cressini, “Tramonto” (particolare) olio su tela, 1924-1926
Emilio Longoni, “Il sorriso del lago”. olio su tela, 1914 – Isola dei Pescatori, Lago Maggiore

Le luci rosate di un’alba avvolta nella nebbia sono invece mirabilmente rappresentate da Longoni nel “sorriso del lago”, dove l’atmosfera mattutina è sapientemente resa con pennellate di delicate tonalità pastello, come il rosa, l’azzurro e il lilla, anzichè di colori saturi come quelle utilizzate per rendere la luce di un’abbagliante giornata di sole.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, “Sul fienile”, olio su tela, 1893

Tra le opere che mi hanno colpito di più c’è “Sul fienile”, di Pellizza da Volpedo, un’enorme tela con uno straordinario controluce…

Angelo Morbelli, “Per sempre”, olio su tela, 1906

… e “Per sempre”, di Angelo Morbelli, arioso e fantastico per le pennellate filiformi stese con straordinaria meticolosità, e per il riflesso delle rocce nell’acqua del lago d’Iseo; Due vere e proprie “finestre” aperte sul muro del museo.

Angelo Morbelli, “Venduta!”, olio su tela, 1897

Concludo con la bellezza struggente di “Venduta!”, un vero e proprio “pugno allo stomaco” per il contrasto tra l’innocenza del viso della bimba e l’orrore per il destino al quale è stata costretta ad andare incontro. Nello slideshow in basso, altri quadri esposti alla mostra di Novara che hanno come soggetto figure anzichè paesaggi.

Divino incanto – n° 4 virtual gallery

“Divino incanto”, 2015, cm 77×77 compresa cornice;
tecnica: acrilico + tecnica mista su tavola

OPERA N° 4 VIRTUAL GALLERY

Ed ecco il quadro dal quale sono state tratte le “citazioni” che fanno da cornice all’opera di cui ho parlato la scorsa settimana: “Divino Incanto”.
Sono particolarmente affezionata a “Divino incanto”. E’ infatti uno dei primi quadri realizzati per la serie dedicata all’arte e all’architettura del Seprio, è la prima composizione, ritrae un luogo che mia affascina in modo particolare e mi ricorda uno dei primi concerti ai quali ho preso parte con l’Ensemble Vocale Femminile Musica Picta, coro diretto dai Solisti Ambrosiani. Le figure nell’angolo in basso a sinistra rappresentano infatti le coriste.
Nel 2019 ho anche utilizzato questa immagine per realizzare la copertina (immagine in basso a sinistra) della seconda raccolta di brani interpretate dall’Ensemble e dalla splendida voce solista di Tullia Pedersoli, intitolata “Voi ch’amate lo Criatore”, che si può ascoltare su Spotify a QUESTO LINK. La prima raccolta, con registrazioni live, è invece contenuta nel cd STELLA SPLENDENS.

Un frammento dell’opera “Divino incanto” compare anche sull’invito alla mia prima personale sull’arte e sull’architettura del Seprio (immagine in alto a destra), organizzata in collaborazione con i Solisti Ambrosiani, invito nel quale si scorgono i particolari di altri miei due quadri, di cui parlerò nelle prossime settimane: “La torre di Torba” e “Sinfonia di Rossi”.
Ho voluto chiamare composizioni quei quadri nati dall’accostamento di diversi dettagli dell’architettura storica alla quale l’opera era ispirata.
In questa composizione ho accostato alcuni elementi architettonici della chiesa ad elementi decorativi presenti nella torre.

Le tre coriste rappresentate nel quadro sfoggiano il costume da noi indossato in occasione dell’evento musico-teatrale “Torbae Mysteria” del 2013.
Per definire i dettagli del costume da realizzare, avevo realizzato degli schizzi che “visualizzavano” tutti i suggerimenti e gli spunti emersi nel confronto tra le coriste (immagine in basso a sinistra); Si trattava di un abito da monaca che doveva essere rapidamente trasformato in abito da dama, con l’aggiunta di una coroncina e la sostituzione della corda legata in vita con una fascia di tessuto decorato. Ne disegno avevo rappresentato un copricapo con il velo e con il cercine, ma poi abbiamo optato per una coroncina, di più semplice realizzazione (foto in basso a destra).

Nel mio dipinto le tre coriste sono affiancate dalle tre monache senza volto, particolare di un affresco presente all’interno della Torre di Torba.

Le misteriose monache senza volto erano rappresentate, durante il concerto, da tre coriste che indossavano una maschera. (https://www.flickr.com/…/photolist-ooTrXb-oFoakV-oQBPSK…

Al di sopra delle figure, nel catino absidale, compare l’antica partitura di “Stella Splendens”, cantiga medievale tratta dal Llibre Vermell de Montserrat (https://it.wikipedia.org/wiki/Llibre_Vermell_de_Montserrat).

Sul quadro ho riprodotto anche questo affresco presente all’interno della Torre, che ritrae Casta Aliberga.

La finestra che nel quadro fa da sfondo alle figure delle coriste corrisponde a quella che si apre sulla parete sud, ovvero nella parte più antica della chiesa, costruita con ciottoli irregolari.

Sopra alle figure ho invece disegnato l’altra finestra della parete sudquella che si apre sul muro in mattoni.

l’arte per mio nonno Mario Calliero

Natura morta con fiori e frutti, olio su tela – dipinto realizzato da mio nonno, Mario Calliero

Ognuno di noi si augura di lasciare il proprio segno nel mondo; e questa aspirazione può diventare il motore dei nostri giorni, ciò che ci porta a lottare e ad impegnarci per un ideale o per raggiungere un obbiettivo, tanto da non provare neanche sensazioni di stanchezza quando fatichiamo per raggiungere la nostra meta.

Natura morta con fiori e frutti, olio su tela (particolare) – Mario Calliero

Talvolta questa meta ci appare sfocata o lontanissima, forse impossibile da raggiungere, ma andiamo avanti comunque, sostenuti da una forza che non si sa bene da dove arrivi.
Ognuno di noi è stato dotato di talenti che, se messi a frutto, permettono di lasciare il proprio segno nel mondo, mentre quando tale potenziale non viene sfruttato si prova insoddisfazione profonda.
I talenti sono diversi per ognuno di noi, e meno male, perchè questo ci rende complementari! Non ci sono talenti giusti o sbagliati, utili o inutili: tutti hanno un valore, altrimenti non ci sarebbero stati forniti in dotazione.

Natura morta con fiori e frutti, olio su tela (particolare) – Mario Calliero

Quando ho chiesto a mia mamma che cosa significasse la pittura per mio nonno Mario (suo papà), senza alcuna esitazione ha risposto: “tutto”. Lui aveva infatti un talento spiccato che non avrebbe potuto ignorare anche se lo avesse voluto: una forte propensione per la pittura.

riproduzione della “Sacra Famiglia” di Pompeo Batoni – Mario Calliero

E ciò non significa che per la pittura abbia trascurato ogni altro aspetto della sua vita: al contrario, pur avendo una formazione artistica (aveva frequentato l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), lavorava in banca e manteneva una famiglia numerosa. Ma, come un fiume impetuoso che scorreva costantemente e parallelamente a tutti gli eventi che hanno caratterizzato la sua vita (compresi quelli legati alla guerra), la sua attività artistica non si è mai interrotta.

La quantità di quadri che realizzò fu notevole, tanto che anche mia mamma ha perso il conto; un giorno infatti, durante una gita in Val Varaita, trovò un’opera di suo padre che ornava una chiesetta di montagna.
Le sue opere si diffusero ben oltre la sua zona di origine: quando infatti negli anni ’70 i miei genitori a Roma vennero invitati a cena da un collega di mio padre, mia mamma riconobbe subito una delle molte madonnine dipinte da suo padre, che faceva bella mostra di sè nella casa.
Non mancarono altre opere a soggetto religioso anche di grandi dimensioni: realizzò infatti una grande deposizione (“in casa occupava tanto spazio!” racconta mia mamma) donata all’oratorio di Don Bosco di Saluzzo, e una via crucis.

In basso: due opere a tema religioso di Mario Calliero


Le sue madonnine dolcissime sono state anche per me fonte d’ispirazione.
VEDI ANCHE: ISPIRANDOMI AL CINQUECENTO

La sua produzione, il suo estro creativo, vivono ancora nella nostra famiglia e fuori: perchè l’arte ha il potere di oltrepassare i limiti della vita fisica e di rimanere viva e pulsante anche dopo la morte dell’autore. Per questo sono stata felice quando, sul Corriere di Saluzzo, uno splendido articolo ne ha ravvivato il ricordo:

LINK ALL’ARTICOLO

composizione di fiori e frutti, olio su tela (particolare)

in basso a sinistra: natura morta con fiori, olio su tela, 1961-Mario Calliero
in basso a destra: rose, olio su tavola -Mario Calliero

mazzolino di fiori ad acquerello, Mario Calliero

Mario Calliero era affascinato dai fiori, dalla loro delicatezza e dai loro colori: per questo motivo li ha ritratti seguendo anche stili molto diversi tra loro: l’ispirazione poteva arrivare dai maestri fiamminghi, dalle grandi composizioni floreali sei-settecentesche o anche dai pittori dell’Ottocento e del primo novecento: in questo caso lo stile era più impressionistico, e la pennellata talvolta densa e corposa. Lievissimi, trasparenti e quasi impalpabili erano i suoi fiori ad acquerello.

in basso: studi ad acquerello, di Mario Calliero

I’acquerello, tecnica rapida per mani esperte, gli permetteva anche di studiare espressioni e caratteristiche di personaggi che incontrava nella vita reale.

Nel salotto della casa dei miei nonni a Torino campeggiava un’enorme tela che mi ha sempre incuriosita: il “Banchetto veneziano”, scena di fantasia ispirata, come stile e come ambientazione, al tardo Cinquecento: una scena coinvolgente, con il suonatore di liuto che intrattiene le due dame sulla destra.

in basso a sinistra: la chiesa di Sant’Agostino a Saluzzo, acquerello
in basso a destra: la collina di Saluzzo,
olio su tela

Ma la pittura di Mario Calliero era anche esperienza “en plein air”, come dimostrano le prove ad acquerello che ritraggono uno scorcio che ha come sfondo la chiesa di Sant’Agostino a Saluzzo e l’olio su tela con la collina di Saluzzo.

Comò con decori in stile rococò – Mario Calliero

Mio nonno svolse anche un’ intensa attività come decoratore di mobili: infatti Saluzzo, la sua città natale, aveva ed ha una particolare vocazione per la produzione di mobili, che in un passato anche recente venivano spesso decorati. Le decorazioni più richieste erano in stile rococò.
Nei miei ricordi di bambina rimane nitida l’immagine del suo studio affollato da una grande quantità di quadri accatastati e di ante di armadi, impregnato dell’odore dei colori ad olio; quando gli facevamo visita ci mostrava orgoglioso la sua produzione, e io ne ero incuriosita ed insieme ammirata. Conservo ancora un grande foglio di carta da pacco con un suo schizzo da riprodurre su un mobile; “ce li dava da punteggiare” racconta mia mamma: i figli bucherellavano i contorni del disegno per far sì che i motivi decorativi potessero essere riprodotti sui mobili con la tecnica dello spolvero.

Cartone preparatorio per decorazione mobile – Mario Calliero

Tutti i suoi cinque figli hanno ereditato la sua passione per l’arte, passione che ha investito in pieno anche me e che ha caratterizzato da sempre la mia vita.

Altri miei articoli sull’arte di Mario Calliero e dei suoi figli ai seguenti link:
I FIORI DEL NONNO
VIRTUOSISMI
TOCCHI IMPALPABILI E COLORI CANGIANTI

ARGENTEI RIFLESSI
SILENZI
CHIARI E CHIAROOSCURI
LE TELE DI MIA MAMMA

Rosso Tiziano – n° 2 virtual gallery

Rosso Tiziano 2018, cm 70 x100
tecnica: tecnica mista su pagine di libro.

OPERA N° 2 VIRTUAL GALLERY

“Rosso Tiziano” è dedicato al magnifico Castello Visconteo di Fagnano Olona (VA), uno dei tanti gioielli architettonici ancora poco conosciuti collocati nella zona corrispondente nell’antico contado del Seprio.
E’ stato realizzato in occasione della Mostra “Riflessi del passato”, organizzata nell’Aprile 2018 presso la Sala del Camino all’interno del castello stesso, grazie alla pro loco di Fagnano, ed è ora di proprietà della pro loco.

E’ realizzato con pastello secco morbido e matita Contè sulle pagine di un vecchio libro, come si può notare dalle foto in basso, scattate quando il quadro era ancora in fase di realizzazione.

In questo video spiego quali sono state le fonti d’ispirazione dell’opera:

the Black Beauty – n° 1 virtual gallery

The Black Beauty, 2017, cm 53×73, cornice in legno spessore cm 2 e profondità cm 1,5.
tecnica: carboncino e pastello morbido bianco su carta di giornale , vetro con decoro dripping realizzato con smalti.

OPERA N° 1 VIRTUAL GALLERY

Ho realizzato questo disegno per l’esposizione “Donne di ieri e di oggi“, organizzata nel Novembre 2017 a Legnano, che voleva essere un omaggio alla bellezza femminile intesa come esaltazione del’unicità di ogni donna di oggi e delle epoche passate.

“The Black Beauty” rappresenta la bellezza afro; il soggetto, vagamente ispirato alla splendida Whitney Houston, è anche un omaggio agli scintillanti anni ’80, rappresentati dai colori vivi e dalle superfici brillanti, che creano un contrasto con il volto in bianco e nero.

Apro la gallery con quest’opera alla quale sono particolarmente affezionata perchè segna il punto di passaggio tra due fasi della mia produzione artistica: quello tra la serie di opere dall’aspetto retrò dedicate all’architettura storica del Seprio, disegnate a monocromo su carta di giornale, e i quadri rappresentanti perlopiù affascinanti figure femminili utilizzando colori smaglianti. Comune denominatore tra le due serie di opere è l’utilizzo della carta stampata come supporto.