la testa tra le nuvole (ovvero come dipingere il cielo)

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dipingendo cieli con in testa una ROSA DI CARTA

A volte guardare le nuvole al di là della finestra mi ha permesso di assentarmi un attimo da situazioni pesanti o noiose, immaginando di planare galleggiando nell’aria come un gabbiano.

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“Gabbiano in volo”, dipinto su tavola per decorazione soffitto, di Elisabetta Neri

Proprio perchè amo la forma indefinita e mutevole delle nuvole, spesso ne ho studiato a naso in su forme, colori e sfumature. Inoltre, avendo realizzato diversi TROMPE L’OEIL, mi è capitato spesso di dover dipingere ampie superfici simulando un cielo, su muri o su soffitti.

Per poter parlare in modo comprensibile a tutti dei colori del cielo e della loro riproduzione, devo fare una premessa che riguarda la teoria del colore.

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Dalla miscelazione dei cinque colori fondamentali è possibile ottenere qualsiasi tonalità esistente: perciò per dipingere non è necessario acquistare altro.
Ma per poter raggiungere questo obiettivo bisogna avere a disposizione i tre colori primari, che non sono un rosso, un giallo o un blu qualsiasi: il rosso deve essere il magenta (un po’ più rosato rispetto alla nostra comune idea di rosso, come quello di alcune bouganville o di altri fiori come il rododendro della foto in basso), il giallo il primario (ovvero la tonalità di un campo di colza, della forsizia o dei narcisi) e il blu il ciano, assimilabile all’azzurro intenso di un mare pulito e profondo.

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Partendo dal cielo, la magica scenografia su cui si stagliano le nuvole, va detto che non va mai inteso come una campitura di colore omogeneo; infatti la fascia più alta ha sempre una tonalità più intensa e, se il cielo è molto limpido, tendente leggermente al violetto: per poterla rappresentare bisogna quindi aggiungere al ciano, oltre al bianco, anche una minuscola punta di magenta. Gli strati più bassi dell’atmosfera hanno un colore schiarito e smorzato dalla presenza della foschia, più o meno presente a seconda dei contesti. La parte più bassa del cielo va quindi schiarita con una maggiore quantità di bianco, e si può evitare di aggiungere il magenta al ciano.

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“Lago di montagna”, particolare; acrilico su tela di Elisabetta Neri

Nell’immagine in alto si può notare questa differenza di colori dalla parte alta a quella bassa del cielo; inoltre la parte destra del cielo è più chiara di quella collocata a sinistra perchè maggiormente illuminata: infatti ho immaginato il sole oltre al limite destro della tela, come si può dedurre osservando le ombre delle nuvole e delle montagne.

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“orizzonti lontani” dipinto murale di Elisabetta Neri

Senza prendere in esame i colori del cielo all’alba o al tramonto, che meriterebbero un approfondimento a parte, l’intensità e la tonalità dell’azzurro può variare anche in base al luogo e alle condizioni atmosferiche: nel mio trompe l’oeil “Orizzonti lontani” il cielo è infatti più chiaro rispetto al dipinto precedente, perchè in montagna generalmente il cielo è molto terso. Nel dipinto murale ho inoltre cercato di simulare i raggi di un sole che si può immaginare occultato dall’arco.

Per dipingere le nuvole è utile conoscere la forma delle diverse tipologiequelle rappresentate nei miei due dipinti presi in esame sono cumuli, ovvero nubi simili a panna montata: essendo piuttosto compatte, non si lasciano attraversare completamente dalla luce del sole, e hanno un’ombra propria (clicca qui per sapere cosa significano le espressioni “ombra propria” e “ombra portata”).

Ma di che colore sono le nuvole? Io generalmente utilizzo un panna per la parte colpita dalla luce, ovvero la più chiara, tonalità ottenuta sporcando quasi impercettibilmente il bianco con un po’ di giallo e un po’ di magenta.
Se le nuvole che disegno devono avere un’ombra propria, per rappresentarla uso un lilla chiarissimo tendente al grigio, ottenuto mescolando una grande quantità di bianco con un po’ di magenta e di ciano; dato che a questo punto il colore risulta troppo viola, lo sporco appena con il giallo che lo rende meno saturo.

Per quanto riguarda la forma, più le nuvole sono irregolari e meglio è… meglio evitare l’effetto fumetto:

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I contorni arrotondati in maniera troppo regolare rendono infatti le nuvole innaturali. Le nuvole compatte e consistenti come i cumuli spesso sono piuttosto piatte alla base.

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“Il mare dentro”, acrilico su tavola, dipinto di Elisabetta Neri

Fondamentale dettaglio che rende realistiche le nuvole sono i contorni molto sfumati: nel quadro intitolato “il mare dentro” le nuvole sono leggere  e inconsistenti, molto sfumate e trasparenti: non hanno ombra perchè essendo meno compatte di quelle dei dipinti precedenti si lasciano attraversare dalla luce.

Come rendere i contorni sfumati? Con l’acrilico si può sporcare il pennello asciutto con pochissimo colore panna o bianco e tirarlo il più possibile; con l’acquerello, bagnando il foglio preventivamente, al momento della stesura il colore si sfumerà automaticamente. Se le nuvole da rappresentare su una parete, su una tavola o su una tela sono cirri, si possono anche usare un aerografo o una bomboletta spray.

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“Gabbiano in volo”, dipinto su tavola per decorazione soffitto, di Elisabetta Neri

E se il sole è dietro alle nuvole? se si tratta di cirri le impalpabili nuvolette saranno completamente attraversate dalla luce, perciò chiarissime; se si tratta di nuvole più consistenti queste saranno luminosissime sul contorno, e scure al centro, come nell’immagine sopra.

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Miriam alle prese con le nuvole del nostro trompe l’oeil al Music Lab di Busto Arsizio (vedi articolo precedente)

Corso di disegno “Riflessi e trasparenze” Elisabetta Neri

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Iniziato a novembre, il corso di disegno per adulti “Riflessi e trasparenze”, si svolge presso il Centro Pertini, meglio conosciuto come “Il Salice”, a Legnano, ogni lunedì dalle 20,30 alle 22,00. Il corso è rivolto a chiunque abbia la passione per il disegno, ed ha come argomento principale la rappresentazione dei riflessi e delle trasparenze.

L’immagine in alto mostra alcuni lavori realizzati dagli allievi.

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Rimangono due posti disponibili; per maggiori informazioni potete contattarmi all’indirizzo mail: elisabetta.neri.vxtp@alice .it

 

Palazzo Cicogna a Busto Arsizio

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Siamo a Busto Arsizio, provincia di Varese. Piazza Vittorio Emanuele è linda e luminosa come certi brani di città del centro Europa: con curati edifici moderni e Palazzo Marliani Cicogna, che con il suo portale sobriamente rococò sembra voler invitare ad entrare nel cortile del complesso.

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Nei miei anni del liceo era molto differente da ora, ed era soprannominata, da bustocchi e non, piazza tre culi“. Questo per via dei tre nudi che ornavano il monumento ai caduti che dal 2010 è stato spostato in Piazza Trento e Trieste.

Un tempo esteticamente meno curata, è ora invece una perfetta scenografia per eventi cittadini in Palazzo Cicogna, non candido come oggi ma rosa e bianco, entravo spesso per chiedere in prestito libri in biblioteca; a volte ci arrivavo dopo aver mangiato la mitica pizza del Colombo acquistata lì in zona, morbidissima e grondante di mozzarella e condimento da tutte le parti.

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Palazzo Marliani Cicogna, prima dimora dei conti Marliani, proprietari del feudo di Busto Arsizio tra XVII secolo e il XVIII secolo, poi dei Cicogna tra 1799 e 1822, ha più di una storia da raccontare, ed è sede di un museo che ospita un’importante raccolta permanente di opere d’arte.

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Ospita inoltre rassegne e mostre temporanee.
Grazie al CAB, centro artecultura bustese, avrò l’occasione e l’onore di esporre tre delle mie opere nel corso dell’esposizione “Creando tra…me”, che si terrà dal 19 al 27 ottobre 2019.

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clicca su questo
LINK
per visualizzare
l’evento su Facebook

Molti dei quadri che fino ad ora ho esposto in occasione delle mie personali di pittura sull’arte e sull’architettura del Seprio sono pastelli, ad acrilici o acquerelli tutti giocati su tonalità neutre, che dialogano con la texture dei materiali più diversi. Spesso il supporto di queste mie opere è la carta stampata: pagine di quotidiani, di vecchi libri o spartiti musicali, come nel caso di “Settecento a Cairate”, che ritrae l’arco di Manigunda. (immagine in basso).

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dai quadri dedicati all’arte e all’architettura del Seprio: Settecento a Cairate, tecnica mista su carta

Per la collettiva “creando tra… me” sono stati scelti due miei lavori dal linguaggio totalmente diverso e meno tradizionale del precedente, dai colori brillanti, luminosi e smaltati: “Like” e “The Wave” (immagini in basso).

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“Like”, acrilico su plexiglass

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“The wave”, acrilico su plexiglass

Mentre il soggetto di “Settecento a Cairate” s’ispira all’architettura storica del passato, “Like” e  “The wave” traggono ispirazione dal presente; per quanto riguarda la tecnica, consiglio di guardare questi due quadri dal vivo, perchè in foto non rendono.

Come queste due opere molti quadri che verranno esposti vanno apprezzati dal vivo, perciò vi invito a visitare la collettiva dedicata alle opere dei soci CAB, organizzata in questa prestigiosa location.

 

 

 

 

 

 

 

 

Corsi di disegno e di creatività Elisabetta Neri

Anche quest’anno ripartiranno i miei corsi di disegno e pittura presso Music Lab, scuola di arte e musica a Busto Arsizio (VA), con possibilità di lezione-prova gratuita.

Clicca QUI o sull’immagine per visualizzare l’evento su Facebook
PUBBLICITA MUSIC LAB

Sia tra gli adulti che tra i ragazzi si sono creati gruppi affiatati che che hanno provato la piacevole sensazione di creare qualcosa di bello pur non avendo una preparazione specifica in campo artistico. Imparare a disegnare bene è infatti questione di metodo ed esercizio, quindi per nessuno è impossibile raggiungere risultati soddisfacenti!

A questo link le creazioni degli allievi dei corsi 2018/12019:

Quest’anno proporrò corsi creativi anche a Legnano (MI)…

clicca QUI o sull’immagine per visualizzare l’evento su Facebook:

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the wave

Articolo aggiornato il 14/05/19

Esporrò ancora “the Wave” domenica 26 maggio durante questa manifestazione:
MILANO 3 VIVE L’ARTE, presso il laghetto di Basiglio.

La terra siamo noi, multiforme e multicolore onda di umanità palpitante in cammino, che vive per lasciare il suo segno… speriamo costruttivo. 
La ribellione della natura che presuntuosamente pensiamo di poter dominare sempre e comunque potrebbe travolgerci con la forza di uno tsunami…
distratti da un'”invitante” realtà virtuale, rischiamo di essere ciechi di fronte alle trasformazioni negative che la “nostra casa” sta subendo.

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The wave

A te che sei felice di essere ciò che sei.
A te che sei un essere unico, diverso da qualunque altro, che arricchisce il mondo con la sua originalità.

A te che, nonostante gli ostacoli da superare, hai guardato avanti, trasformando quegli ostacoli nei tuoi punti di forza.
A te che lotti contro la sofferenza ogni giorno.
A te che sei irrimediabilmente etichettata come un essere “diverso”.
A te che hai lo sguardo più lungo di tutti gli altri, e che, proprio per via di quella spiacevole “etichetta”, vedi oltre le mode, le convenzioni, la cecità della massa.
A te che porti avanti la tua battaglia, fragile esserino che coraggiosamente si pone al cospetto dei giganti.
A te che non vuoi assomigliare ad alcuna altra donna, tanto meno ad una “bambola” priva di imperfezioni ma anche dell’anima.
A te che sei capace di lasciare il segno pur vivendo i tuoi giorni nell’anonimato.
A te che coraggiosamente e silenziosamente nutri i tuoi figli insegnando loro la pienezza della vita, ma anche a te che, pur non avendo figli tuoi, sei più madre di molte altre donne.
A te che hai visto la vita per la prima volta proprio adesso, creatura inerme e inconsapevole per la quale il mondo è il corpo caldo della mamma.
A te che, approdando nell’ignoto con un bagaglio pieno di nostalgia, di tradizioni e di ricordi ci regali 
colori e profumi che sanno di mondi lontani.
Siamo un mosaico di vite, tante tessere di forme e colori diversi.
Non privarti del tuo spessore, della tua profondità per perderti in una bidimensionalità, apparentemente luminosa ma in realtà infinitamente fredda e buia.
Sii onda, piena di energia e traboccante di vita.

"the wave", acrilico su plexiglass, Elisabetta Neri

La tecnica di “the wave” è quella messa a punto all’inizio degli anni ’90, di pittura su plexiglass. Nel ’93 il quadro “Contrasti”, realizzato per il concorso
CIVILTA’ CONTADINA, VALORI E MEMORIE, organizzato dal Comune di Tornaco
(Novara), ha ottenuto il premio giovani. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU’

“The wave” è la versione “aggiornata” di “Contrasti” (immagini in basso): infatti in tutte e due le opere ho tentato di “fotografare” caratteristiche e contraddizioni del momento storico in cui li ho realizzati.

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particolare del dipinto “Contrasti”

Ho utilizzato questa tecnica anche per la realizzazione di “Like” (immagine in basso)

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"the wave", acrilico su plexiglass, Elisabetta Neri

Definisco “neo-pop” lo stile di “The Wave” anche per queste caratteristiche:

  • colori vivaci e delineo marcato per le figure, rappresentate quasi come personaggi dei fumetti
  • Utilizzo di colori spray che si sfumano uno dentro l’altro, ispirati al graffitsmo
  • utilizzo di colori acrilici e di materiali plastici dai colori brillanti.

Se questo mio dipinto ti incuriosisce, puoi vederlo dal vivo domenica 26 maggio. Esporrò anche “grande fratello”, visibile nell’immagine qui sotto:

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“Grande fratello”, pastello su carta da pacco, Elisabetta Neri

 

Il mondo riflesso in uno sguardo (ovvero come disegnare gli occhi)

superbello firmaLe iridi dei nostri occhi sono pietre preziose dalle magnifiche venature, che riflettono magicamente la luce: nella foto in alto, che ho scattato quest’estate con un cellulare, la cornea riflette un intero paesaggio: il cielo, il mare, le colline, le case, la spiaggia, e il pergolato e la ringhiera; più vicini, la fotografa con il suo cellulare e, immediatamente prossime al bulbo oculare, le ciglia e la palpebra. La superficie curva trasparente ripropone una realtà nella quale i tratti rettilinei diventano curvi, come nelle immagini riflesse dagli specchi convessi, con una sorta di effetto fish-eye.

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All’opera durante la manifestazione “Arte sui Navigli”, settembre 2017

(foto @_svetoslava)

Adoro disegnare le figure, ed in questo periodo mi sto concentrando proprio sulla rappresentazione dei riflessi che si formano negli occhi, e la realtà è fonte d’ispirazione inesauribile: la luce che illumina le iridi crea infatti riflessi sempre diversi, che cambiano a seconda della direzione di provenienza della luce e in base al tipo di fonte luminosa. Così anche quest’estate, sotto l’ombrellone, mi sono data da fare con matite e pastelli per catturare questa magia di riflessi…

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disegno realizzato con le matite colorate Caran D’Ache su un vecchio album di foto durante una vacanza in Albania

Sempre dalla stessa foto, ho realizzato dal vivo in un centro commerciale questo disegno:

Occhio realizzato nel giugno 2019 presso il Ristò all’interno dell’Iper di Solbiate Olona (VA)

Sullo stesso vecchio album utilizzato per realizzare, durante le mie giornate in spiaggia, schizzi e disegni ho eseguito uno schizzo in penna biro, cercando di riproporre un tipo di riflesso piuttosto simile al precedente.

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Schizzo a penna biro nera realizzato su un vecchio album di foto, tratto da una vecchia foto del mio occhio.
Disegno digitale di occhio, tratto da una foto scattata da mio figlio

Come si può notare da queste immagini, in questi casi la parte della cornea più illuminata fa da specchio, mentre la parte inferiore, perfettamente trasparente perché in ombra e quindi priva di riflessi, lascia intravvedere nitidamente la pupilla e l’iride con le sue magnifiche striature radiali e concentriche.

Quello appena descritto è il tipo di riflesso più complicato da rappresentare nei disegni; se invece un occhio è illuminato dall’alto da una sorgente luminosa puntiforme, la riproduzione degli effetti che si creano è decisamente più semplice: la palpebra infatti crea un’ombra sull’iride, e proprio in corrispondenza della parte più scura avremo il riflesso bianco (lustro) della fonte di luce, come nell’immagine sotto (pastello su pagine di libro).

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Particolare di un mio lavoro realizzato con i pastelli morbidi sulle pagine di un vecchio libro

Se la luce è leggermente laterale, può crearsi anche un riflesso luminoso sulla sclera, ovvero sulla parte bianca dell’occhio, come nei miei tre disegni a pastello che seguono:bella con firma

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In questa immagine e nella precedente particolari di due miei lavori dedicati alle castellane del Palio di Legnano realizzati con i pastelli morbidi su carta da pacco
rossa con firma
Particolare di un mio lavoro intitolato “Anima ribelle”, realizzato con i pastelli morbidi su carta da pacco

Sempre utilizzando i pastelli morbidi su carta da pacco ho rappresentato un occhio nel quale un’intensa luce radente illumina lateralmente l’iride; in questo caso la palpebra quasi non crea ombre, mentre è evidente la texture dell’iride ed è ben visibile il riflesso bianco del sole sulla cornea.

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Disegno di occhio realizzato con pastelli morbidi su carta da pacco

Sempre illuminato lateralmente è l’occhio che segue, e l’ombra portata delle ciglia viene proiettata sull’iride; in questo caso il riflesso della fonte luminosa non è visibile perchè il sole non colpisce direttamente l’occhio come nel caso precedente. La luce proviene da sinistra, e il raggi colpiscono anche le ciglia, che brillano grazie a tocchi di pastello bianco.

“il sole negli occhi”, acrilico su tela, cm 20×20

Anche nell’immagine in alto una sorgente puntiforme crea un lustro ben definito, e la zona dell’iride ombreggiata dalla palpebra, conferisce l’effetto della trasparenza davanti all’iride. L’occhio ritratto stavolta è quello di un bimbo: in questo caso l’iride è più grande rispetto alle dimensioni dell’apertura dell’occhio se confrontiamo questa immagine con le altre proposte in questo post.

Ecco invece qui sopra uno “studio” di volto illuminato dal basso, dove il lustro è collocato sulla parte bassa dell’iride e le ciglia creano ombre portate al di sopra delle palpebre.

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Disegno di occhio realizzato con pastelli morbidi su carta da pacco
copertina newCLICCANDO QUI O SULL’IMMAGINE IN ALTO E’ POSSIBILE VISUALIZZARE IL TIME LAPSE SULLE REALIZZAZIONE DI QUESTO DISEGNO
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anche in questa foto è possibile vedere l’ombra delle ciglia sull’iride.

Negli occhi molto scuri non si coglie l’effetto della trasparenza della cornea; nell’immagine in basso (carboncino su carta di giornale) la sorgente luminosa è duplice, e crea quindi due riflessi bianchi.

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Particolare del mio lavoro intitolato “Black Beauty”, carboncino su carta di giornale.
Occhio ad acquerello

Nel mio acquerello in alto l’occhio è visto dal basso… per saperne di più leggi l’articolo DISEGNARE GLI OCCHI E IL NASO NEL VISO VISTO DAL BASSO

Altre nozioni sul disegno dell’occhio a QUESTO LINK