Aspettative vs realtà

Alcune foto della Festa di Primavera di ieri 28/05/2023: bel tempo e caldo fino alle 18.00, orario in cui avremmo dovuto in ogni caso ritirare i quadri. Tanti bambini che scorrazzavano nei prati e si divertivano con i laboratori, splendidi costumi storici, fiori, bonsai e tanto buon cibo!
Grazie all’associazione CALIMALI e a Marina Comerio per l’organizzazione.

a questo link galleria fotografica della festa di primavera all’approdo Calipolis 2023 (foto Donatella Canavesi)
https://www.varesenews.it/…/festa-di-primavera…/foto/12/; nell’immagine un mio quadro e 4 disegni di Giorgio Gigli

Il tempo atmosferico ha cambiato tutti i programmi: ormai abituati a mesi e mesi senza pioggia, il bel tempo si dava ormai per scontato; invece la possibilità di andare incontro a temporali ha capovolto le prospettive. Il concorso di pittura “en plein air” organizzato dalla contrada di San Martino a Legnano, si è svolto il 7 maggio anzichè l’8, in contemporanea con l’esposizione “Arte nei cortili torna in piazza”, organizzata dal CAB di Busto; perciò ho potuto essere presente solo all’estemporanea di Legnano, che si è conclusa con la premiazione del mio quadro “La Castellana” (immagine in basso).

Ho in seguito deciso di partecipare alla collettiva “Passo a due”, inaugurata presso lo spazio Otium di Fagnano questo pomeriggio alle 17.00, con due mie opere:

not alone/eccomi!
Dante e Beatrice

Il primo è una piccola tela 30×30 realizzata durante il lockdown, tema: la solidarietà. Tanto per cambiare si tratta di un occhio, nel cui riflesso si può scorgere una donna che accoglie a braccia aperte.
Il secondo è stato eseguito per un concorso avente come tema Dante e la Divina Commedia. Si tratta di una tela nera 50×70 sulla quale ho lavorato prevalentemente con le bombolette spray, per poi rifinire l’immagine con qualche veloce tocco di acrilico, e non illustra un particolare canto della divina commedia, ma più in generale Beatrice immaginata come guida di un percorso introspettivo spirituale di Dante.

Le due immagini rappresentano due caratteristiche femminili complementari a quelle propriamente maschili: la prima esprime empatia, accoglienza, propensione alla protezione; la seconda sensibilità, introspezione e spiritualità. Tali caratteristiche, pur non essendo appannaggio esclusivo del genere femminile, sono un completamento di quelle riconosciute come quelle tipicamente maschili.
Il tema del “passo a due” è stato quindi da me interpretato come il cammino “a due” intrapreso da due anime complementari. (sotto, alcune immagini dell’inaugurazione di oggi 20 maggio – nell’ultima, arazzi di Laura Masarati).

Anche la “Festa di Primavera”, inizialmente prevista per il 14 maggio, con la sua esposizione di quadri all’aperto, è stata rimandata di ben 2 settimane, sempre che il tempo permetta di organizzarla il 28.
Gli impegni artistici comunque, maltempo o meno, proseguono intensamente in questo mese di maggio!

“La Castellana”, acrililco, spray e foglia oro su tela cm 70×70, eseguito tra le 9.30 e le 15.30 del 7 maggio 2023. Secondo premio. Donato alla Contrada di San Martino.

Reel che mostra il dipinto in fase di realizzazione

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Maggio: arte all’aria aperta

Un momento della manifestazione “Arte nei cortili va in piazza”, edizione 2022, organizzata dal CAB di Busto Arsizio

E’ stato un anno intenso, perciò adesso la voglia di sole, d’estate e di vita all’aria aperta si fa sentire più che mai. Se poi le occasioni di vivere “en plein air” hanno a che vedere con l’arte, mi piacciono ancora di più.

Questo mese di Maggio pullula di occasioni per vivere e condividere l’arte in libertà… sarà perchè in fondo al nostro cuore c’è ancora il desiderio di evasione scaturito dalla costrizione imposta dal lockdown, o perchè, sempre in questo periodo di chiusura, abbiamo scoperto quanto sia importante l’arte, capace di farci volare altrove con l’immaginazione.

La prima manifestazione alla quale ho scelto di partecipare è legata al Palio di Legnano, evento molto sentito nella città in cui abito; la competizione tra le diverse contrade coinvolge i Legnanesi in modo particolare, ma io, che per natura non sono un tipo competitivo, sono attratta soprattutto dalle forme, dai colori e dagli scintillii che la sfilata storica esibisce; in quanto “artista”, insomma, sono incantata dall’espressione della “bellezza” che l’evento elargisce a piene mani.

RIMANDATO AL 7 MAGGIO CAUSA MALTEMPO

Il 1° maggio le contrade del Palio aprono le porte alla città con i “Manieri Aperti”, organizzando eventi di vario genere che coinvolgono tradizione, cultura, storia e divertimento; per quanto mi riguarda, parteciperò a “San Martino en plein air”, occasione per dipingere all’aperto interpretando temi legati alla contrada. Spero solo che non piova, perchè le previsioni non promettono un sole splendente per la giornata di lunedì.

Il 7 maggio parteciperò ad “Arte nei cortili va in piazza”, collettiva organizzata dal CAB di Busto Arsizio, manifestazione che oltre all’esposizione delle opere dei soci, offrirà la possibilità di assistere ad esibizioni musicali e teatrali. La manifestazione si svolgerà in Piazza Manzoni a Busto Arsizio, davanti alla bella Villa Cicogna.

L’ingresso di Villa Cicogna a Busto Arsizio (VA)
Un momento della manifestazione “Arte nei cortili va in piazza”, edizione 2022, organizzata dal CAB di Busto Arsizio
Piazza Manzoni a Busto Arsizio (VA), con Villa Cicogna sullo sfondo

Il 14 maggio, invece, la Contrada dei Calimali organizza una collettiva presso l’Approdo Calipolis, uno splendido parco situato in Valle Olona (VA) tra i comuni di Fagnano Olona, Solbiate Olona e Gorla Maggiore, e anche a questo evento ho intenzione di prendere parte.

Approdo Calipolis
Approdo Calipolis
Approdo Calipolis

Come nella scorsa edizione, verranno esposte le opere dei pittori che in vari momenti hanno partecipato alle collettive a tema organizzate durante l’anno presso lo Spazio Otium di Fagnano Olona, ambientate all’interno delle meravigliose ambientazioni sempre originali allestite da Marina Comerio.

La locandina delle mostre a tema organizzate quest’anno presso lo Spazio Otium a Fagnano
Un momento della festa di primavera dello scorso anno, presso l’approdo Calipolis

Millenovecento…

All’interno del ciclo di esposizioni a tema, organizzate da Otium – Arte pedagogica, ho deciso di partecipare alla collettiva intitolata “Millenovecento…”, uno stimolo per riflettere sul lascito del secolo scorso, con le sue innovazioni e i suoi punti oscuri.
Sembra così distante ma è il secolo della mia infanzia, della mia adolescenza e della mia gioventù, perciò mi sento pienamente coinvolta nella tematica.

“La dolce vita”, acrilico e collage su tela, cm 50×50 senza cornice, 70×70 compresa cornice.

Il primo quadro esposto, realizzato appositamente per l’occasione, è “la dolce vita”, dove campeggia in primo piano una Monica Vitti in stile fumetto, in bianco e nero.
Dopo aver dipinto grandi quantità di immagini realistiche, soffermandomi su particolari e sfumature (ritratti, trompe l’oeil) ultimamente mi piace ritornare sempre più spesso al più sobrio e definito disegno “al tratto”.
Ho parlato di “ritornare” perchè i disegni che popolano le mie agende fin dai tempi del liceo sono quasi sempre figure femminili eseguite a penna, perciò definite esclusivamente da un contorno, dal tratteggio e da campiture uniformi. Si tratta di disegni fatti distrattamente, senza ragionare troppo.

disegni dalle mie vecchie agende

La visita alla mostra “Essere Guido Crepax” organizzata a Legnano presso Palazzo Leone da Perego, ha costituito un’ulteriore spinta ad esprimermi in questo “black and white” più incisivo e sintetico.

un momento alla mostra “Essere Guido Crepax”
“La dolce vita”, acrilico e collage su tela, cm 50×50 senza cornice, 70×70 compresa cornice.

La tecnica utilizzata per rappresentare l’iconica figura di Monica Vitti è acrilico nero su tela; lo sfondo, di gusto pop art, è un collage di ricordi della sua carriera cinematografica. L’attrice romana, scomparsa un anno fa, mi ha sempre affascinata per la sua bellezza anticonvenzionale per l’epoca ed attuale ancora oggi. L’ironia, la sua voce roca, la sua naturalezza nel recitare la rendono, a mio parere, un personaggio irripetibile, simbolo di un’epoca e della “dolce vita”.

“Contrasti”, cm 100×70, colori vinilici e collage dietro lastra trasparente

secondo quadro esposto“contrasti”. All’inizio degli anni ’90 i veloci schizzi a penna sulle agende sono state per me una guida nella realizzazione di alcuni quadri con immagini definite da grandi campiture uniformi racchiuse in netti contorni neri, dipinti su lastre trasparenti, come quello nell’immagine in basso.

Quest’opera, intitolata “contrasti”, è stata da me realizzata nel 1993 in occasione della manifestazione intitolata “Civiltà contadina, valori e memorie”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Novara.; non si tratta quindi di una rievocazione attuale sulla società dei primi anni ’90, ma di un dipinto realizzato proprio in quegli anni che ne racconta caratteristiche e aspirazioni.
Ecco come lo descrivevo nel mio primo blog …NONSOLOIMMAGINI…:

CONTRASTI…


nella parte sinistra del quadro…

siamo all’inizio degli anni ’90, giovani
rampanti con l’impermeabile e il telefonino, nuovo simbolo di distinzione,
avanzano in massa tutti uguali con la loro ventiquattrore in mano;
le ragazze, dall’aspetto androgino,  hanno il culto del loro corpo,
della forma fisica, e frequentano le palestre per irrobustire la muscolatura
con il body building. Incominciano a diffondersi i computer, e si tende a
fuggire verso una realtà virtuale…


nella parte destra del quadro…

un uomo e una donna tornano a casa dopo
una giornata di duro lavoro; il loro corpo non è scolpito, ma il loro
legame è autentico, e camminano fianco a fianco condividendo le fatiche
e le soddisfazioni di ogni giorno. La natura, le piante, gli animali fanno
parte del loro mondo; la gatta allatta i gattini e sul tavolo c’è il frutto del
loro lavoro nei campi.

CONTRASTI ha ottenuto il “premio giovani” del concorso intitolato “Civiltà contadina, valori e memorie”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Novara.

“Nightmare” acrilico dietro lastra trasparente, cm 70×70

Il terzo quadro esposto è “Nightmare”. Eseguito subito dopo il lockdown, e stato già descritto nel post intitolato “Immagini e riflessioni”, A QUESTO LINK, ed ha preso parte alla collettiva organizzata dal CAB di Busto Arsizio intitolata “Non riporre ti prego il filo e l’ago”.
Rappresenta il comportamento “predatorio” nei confronti delle risorse naturali che nel secolo scorso è stato messo in atto e le sue terribili conseguenze sul presente e sul futuro.

locandina della collettiva artistica “Millenovecento…”

28 gennaio 2023

In basso, alcune immagini dell’esposizione, allestimento di Marina Comerio.
Oggi, alle 17.00, evento “il ‘900 a Fagnano in VOCI DAL SILENZIO”, a cura di Elisabetta Colombo

una ciocca può fare la differenza (!?)

“una ciocca può fare la differenza (!?)” – acrilico su tela di Elisabetta Neri, cm 40 x 40

Nel video che segue cerco di illustrare le riflessioni che mi hanno portato all’ideazione di questo lavoro,

L’opera è stata realizzata per la collettiva “Arte al quadrato”, organizzata dal CAB di Busto Arsizio presso l’Osteria “la Tela“, a Rescaldina.

Per ulteriori informazioni sulla mostra, che verrà inaugurata domenica 4 dicembre e che sarà visitabile per tutto il mese, clicca sulla locandina:

immagini e riflessioni

Elisabetta Neri -“Nightmare” acrilico su tavola e su vetro sintetico cm 70×70 esclusa cornice

si può addentare con ingordigia il nostro pianeta come se fosse una mela? Sì, e, come una Gorgone che con il suo sguardo ingordo tutto pietrifica spegnendo ogni alito di vita, l’abbiamo fatto.
La presunzione umana di poter definire a proprio uso e consumo i limiti del bene e del male, o l’arroganza di non stabilirli affatto ha causato danni e una complessità quasi impossibile gestire.
L’incubo della pandemia ci ha imposto uno stop, una pausa di riflessione. Anche se qualcuno persisterà nello sfruttare a proprio vantaggio anche questa tragica situazione, l’unica via da percorrere per metterci in salvo non potrà che percorrere spazi in armonia con i nostri simili e con la nostra meravigliosa casa.


Una settimana fa sono riuscita finalmente a terminare questo lavoro, che verrà esposto nell’ambito di una collettiva che si terrà a metà ottobre… più avanti svelerò tutti i dettagli!


Metamorfosi

Da domani fino alla fine di marzo alcuni miei lavori resteranno esposti presso 14 Art Gallery Cafè a Castellanza (VA).
Fra poco saremo in zona arancione, ma ho voluto esporre comunque alcune opere al piano terra del locale: la mia mini mostra sarà comunque dedicata a chi passerà di qui per un un drink o un caffe al volo! Se poi, mentre ordinate uno spuntino saporito volete buttare un occhio verso il soppalco, vedrete l’immagine di una ragazza che, a mo’ di moderna icona su fondo oro, vi inquadrerà con il suo smartphone per fotografarvi.

L’arte in ogni caso continua a vivere, e non si ferma. Anzi, più che mai ora ci sostiene e rende la vita un po’ più leggera, facendoci volare con l’immaginazione.

METAMORFOSI… da inizio pandemia, in questo insolito periodo, abbiamo messo in moto risorse che nemmeno pensavamo di possedere, ci siamo adattati, trasformati: tutto si è modificato, dal lavoro, ai rapporti interpersonali; tutto è in divenire, difficile fare progetti.

METAMORFOSI… in campo artistico amo sperimentare linguaggi e tecniche, e questo mi rende forse poco riconoscibile: ma l’arte è, dal mio punto di vista, una ricerca continua. Anni fa il mio stile era sobrio e pacato, mentre ora il colore irrompe sulle mie tele o su lastre di materiale trasparente. Alle superfici opache e gessose di allora si contrappongono ai colori smaltati. Anche per quanto riguarda i soggetti sono passata dalle immagini prospettiche dei trompe l’oeil, all’architettura disegnata o dipinta, per dar infine libero sfogo a quella che è stata la mia passione fin da bambina: la rappresentazione della figura, con lo studio dei diversi dettagli del volto.

METAMORFOSI… affascinata da dripping e fluid art, ma anche dalla resa realistica dei soggetti, attratta da trasparenze e riflessi, mi piace provare ad accostare il colore fluido, che come magma dai movimenti imprevedibili, incontra immagini progettate e curate nei dettagli.

METAMORFOSI… se usciremo dalla zona arancione durante questo mese di marzo anche la mia piccola esposizione si ingrandirà, occupando la sala al piano superiore… tutto è imprevedibile, tutto è in trasformazione.
Per ora c’è una piccola rappresentanza dei miei quadri sull’arte e l’architettura del Seprio (4 opere: “il bosco incantato” – nell’immagine in basso: clicca qui o sull’immagine per saperne di più) -, “Volumi e Superfici”, “Arsago Seprio” e “Torre Colombera di Gorla Maggiore”)…

più una serie di occhi, volti, labbra accompagnati da esplosioni di colore, talvolta vivacemente informali. –clicca qui o sull’immagine dell’occhio per saperne di più- . Tra i volti, è esposto “the Black Beauty”, di cui parlo a questo link.

METAMORFOSI… i miei colori vi aspettano a Castellanza (VA) in via Vittorio Veneto 19.
Le opere esposte sono in vendita.



Magma azzurro – n°5 virtual gallery

“Magma azzurro”, 2021, cm 30 x 40; tecnica: acrilico su tela

OPERA N° 5 VIRTUAL GALLERY

“In questo periodo solo una piccola parte di noi è leggibile, come la punta di un iceberg che cela un mondo sommerso, oscuro e nascosto…un mondo che è sogno, paura e desiderio, azzurro magma ribollente dai contorni indefiniti. Agli inquieti gli sguardi è affidato il compito di comunicare l’incommensurabile.”

Così ho descritto il mio ultimo quadro, intitolato “Magma azzurro”.

Dopo le opere dal sapore un po’ retrò, ispirate all’architettura storica della mia zona, mi sono spesso dedicata alla rappresentazione di sguardi, cercando di coglierne l’intensità…come attratta da pupille simili a finestre enigmatiche sull’abisso interiore, ho ritratto occhi caratterizzati da molteplici espressioni, colori e riflessi.

A QUESTO LINK L’ARTICOLO: “IL MONDO RIFLESSO IN UNO SGUARDO”

L’acrilico su tela delle immagini in alto è nato in un periodo di sorrisi celati nel quale, osservando questa muta finestra sull’anima, provo a cogliere ogni minima sfumatura di espressione.
Realizzato nel corso di queste insolite vacanze di Natale, a cavallo tra la fine di un 2020 percepito da molti come un periodo nefasto da dimenticare e l’inizio di un 2021 sul quale si sono riversate mille aspettative e speranze, esprime nella sua parte astratta l'”ignoto” che causa inquietudine ma anche desiderio e sogno di sereni cieli azzurri.
Gli occhi sono ispirati ad una foto che mio marito mi ha scattato nel 2000, in un momento nel quale il mio sguardo era stato improvvisamente catturato da qualcosa.

Nel mio quadro sono però gli occhi sono di due colori differenti: l’indaco del cielo poco prima dell’alba e l’azzurro del mare.

“Magma azzurro” accosta informale e figurativo: l’intento di far dialogare casualità e progetto, leggibile ed interpretabile fa infatti parte della mia più recente ricerca artistica.

“Magma Azzurro” ha preso parte all’esposizione virtuale organizzata dal CAB di Busto Arsizio (VA)
#IORESTOACASAINTANTOLAVORO
Che ha permesso a molti di esprimersi e di avere visibilità anche in un periodo così difficile per ogni forma di espressione artistica. L’iniziativa recensita su diversi quotidiani online.
A QUESTO LINK L’ARTICOLO DI MALPENSA 24
A QUESTO LINK L’ARTICOLO DI L’inform@zione online



Divino incanto – n° 4 virtual gallery

“Divino incanto”, 2015, cm 77×77 compresa cornice;
tecnica: acrilico + tecnica mista su tavola

OPERA N° 4 VIRTUAL GALLERY

Ed ecco il quadro dal quale sono state tratte le “citazioni” che fanno da cornice all’opera di cui ho parlato la scorsa settimana: “Divino Incanto”.
Sono particolarmente affezionata a “Divino incanto”. E’ infatti uno dei primi quadri realizzati per la serie dedicata all’arte e all’architettura del Seprio, è la prima composizione, ritrae un luogo che mia affascina in modo particolare e mi ricorda uno dei primi concerti ai quali ho preso parte con l’Ensemble Vocale Femminile Musica Picta, coro diretto dai Solisti Ambrosiani. Le figure nell’angolo in basso a sinistra rappresentano infatti le coriste.
Nel 2019 ho anche utilizzato questa immagine per realizzare la copertina (immagine in basso a sinistra) della seconda raccolta di brani interpretate dall’Ensemble e dalla splendida voce solista di Tullia Pedersoli, intitolata “Voi ch’amate lo Criatore”, che si può ascoltare su Spotify a QUESTO LINK. La prima raccolta, con registrazioni live, è invece contenuta nel cd STELLA SPLENDENS.

Un frammento dell’opera “Divino incanto” compare anche sull’invito alla mia prima personale sull’arte e sull’architettura del Seprio (immagine in alto a destra), organizzata in collaborazione con i Solisti Ambrosiani, invito nel quale si scorgono i particolari di altri miei due quadri, di cui parlerò nelle prossime settimane: “La torre di Torba” e “Sinfonia di Rossi”.
Ho voluto chiamare composizioni quei quadri nati dall’accostamento di diversi dettagli dell’architettura storica alla quale l’opera era ispirata.
In questa composizione ho accostato alcuni elementi architettonici della chiesa ad elementi decorativi presenti nella torre.

Le tre coriste rappresentate nel quadro sfoggiano il costume da noi indossato in occasione dell’evento musico-teatrale “Torbae Mysteria” del 2013.
Per definire i dettagli del costume da realizzare, avevo realizzato degli schizzi che “visualizzavano” tutti i suggerimenti e gli spunti emersi nel confronto tra le coriste (immagine in basso a sinistra); Si trattava di un abito da monaca che doveva essere rapidamente trasformato in abito da dama, con l’aggiunta di una coroncina e la sostituzione della corda legata in vita con una fascia di tessuto decorato. Ne disegno avevo rappresentato un copricapo con il velo e con il cercine, ma poi abbiamo optato per una coroncina, di più semplice realizzazione (foto in basso a destra).

Nel mio dipinto le tre coriste sono affiancate dalle tre monache senza volto, particolare di un affresco presente all’interno della Torre di Torba.

Le misteriose monache senza volto erano rappresentate, durante il concerto, da tre coriste che indossavano una maschera. (https://www.flickr.com/…/photolist-ooTrXb-oFoakV-oQBPSK…

Al di sopra delle figure, nel catino absidale, compare l’antica partitura di “Stella Splendens”, cantiga medievale tratta dal Llibre Vermell de Montserrat (https://it.wikipedia.org/wiki/Llibre_Vermell_de_Montserrat).

Sul quadro ho riprodotto anche questo affresco presente all’interno della Torre, che ritrae Casta Aliberga.

La finestra che nel quadro fa da sfondo alle figure delle coriste corrisponde a quella che si apre sulla parete sud, ovvero nella parte più antica della chiesa, costruita con ciottoli irregolari.

Sopra alle figure ho invece disegnato l’altra finestra della parete sudquella che si apre sul muro in mattoni.

Giocare con la prospettiva: l’anamorfosi. (con tutorial in fondo all’articolo)

Il mio primo esperimento di anamorfosi

CLICCA SULL’IMMAGINE SOPRA PER VEDERE LA MAGIA…

…si tratta di un’anamorfosi ottica, ovvero di un’immagine che appare deformata se il foglio viene visto frontalmente…

Il disegno della tazzina nelle sue reali proporzioni

… ma che diventa realistica se il foglio viene visto di scorcio (PER IL SIGNIFICATO DELL’ESPRESSIONE “DI SCORCIO” CLICCA QUI).
Per intenderci: per ottenere un’immagine realistica dobbiamo avere le linee verticali della quadrettatura in prospettiva, ovvero con un’inclinazione tale che, se dovessimo prolungarle, convergerebbero in un unico punto di fuga.

anamorfòṡi
“è così chiamato un tipo di rappresentazione pittorica realizzata secondo una deformazione prospettica che ne consente la giusta visione da un unico punto di vista (risultando invece deformata e incomprensibile se osservata da altre posizioni); fu molto in voga nei secc. 16° e 17°. In ottica, si ha anamorfosi delle immagini quando, per mezzo di particolari specchi, prismi, lenti e altri sistemi ottici, l’ingrandimento in senso orizzontale delle immagini stesse è diverso da quello in senso verticale.”

Ecco una parte della definizione di anamorfòṡi tratta dal vocabolario Treccani online.
Lo stupore che può generare un’immagine disegnata o dipinta ha sempre rappresentato per me uno stimolo per scoprire o applicare nuove tecniche di rappresentazione.
Già con i trompe l’oeil in passato ho attinto a piene mani dalle nozioni sulla prospettiva che permettono di creare illusoriamente ciò che in realtà non esiste.

sguardo dal passato – Gorla minore

Nel trompe l’oeil dell’immagine in alto, realizzato a Gorla Minore insieme a mia sorella Maddalena, le persiane non esistono: tutto ciò che si poteva vedere prima dell’intervento di decorazione era una lieve rientranza di forma rettangolare nel muro.
Talvolta l’utilizzo della prospettiva mi ha permesso di aprire immaginarie finestre negli interni, dipingendo direttamente sul muro o su tavole, intese come “finestre da appendere”; nel video qui sotto si può vedere una carrellata di miei lavori basati sull’illusionismo prospettico.

Qui sopra: il mio dipinto intitolato “pioppi”, acrilico su tela, cm 100×150
Qui sopra e nell’immagine che segue: “vegetazione mediterranea”, acrilico su tela, cm 100×150.

In questo mio dipinto la prospettiva della cornice in pietra è l’elemento che mette in comunicazione l’ambiente reale con l’immaginario paesaggio, trasformando un semplice quadro in un trompe l’oeil.

Ed ecco, sempre dal Vocabolario Treccani, come viene spiegato il significato dell’espressione “trompe l’oeil”: 
“‹trõp l ööi› locuz. m., fr. (propr. «inganna l’occhio»), invar. – Genere di pittura volto a rappresentare la realtà materiale in modo tale da suscitare l’illusione della tridimensionalità e, quindi, della consistenza delle immagini rappresentate: trova il suo specifico campo nella natura morta (quando si vogliano fingere armadî o custodie aperte nella parete, mostrando con cura meticolosa anche il loro contenuto) ma si estende agli artifici prospettici con cui pittori e architetti amplificano illusoriamente lo spazio interno di un ambiente; se ne hanno esempî nell’arte romana, nel Rinascimento, nell’arte barocca e, in qualche misura, nell’arte contemporanea, per es. nell’iperrealismo. Per estens., l’opera eseguita con tale tecnica: la parete è stata affrescata con un trompe-l’oeil.”

Mentre all’inizio del Rinascimento la prospettiva, da poco codificata, era il mezzo necessario per rappresentare nelle immagini pittoriche una realtà precisa e scientificamente misurabile, già alla fine del ‘400 Bramante la utilizza per dar vita a spazi inesistenti: il coro della chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano, profondo se visto frontalmente (immagine 1) e inesistente se visto lateralmente (immagine 2), ne è un esempio.

Santa Maria presso San Satiro, Milano – foto tratta da Wikipedia

Con il ‘500 gli artisti diventano così abili nell’utilizzo della prospettiva da utilizzarla per dar creare immagini fortemente deformate e quindi apparentemente incomprensibili, che diventano incredibilmente realistiche se osservate da un determinato punto di vista: è il caso del pittore tedesco Hans Holbein il giovane, che negli anni ’30 del ‘500 dipinge l’opera intitolata “Ambasciatori”. All’interno di questo dipinto è contenuta un’anamorfosi (o anamorfismo): il teschio in basso assume un aspetto realistico solo se si guarda l’opera lateralmente, di scorcio.

CLICCA QUI PER VEDERE L’OPERA e successivamente clicca sulla freccia a destra dell’immagine: troverai altre due figure che mostrano chiaramente in cosa consista un’anamorfosi.

Nel ‘600 l’illusionismo prospettico diventa il mezzo per generare stupore, suscitare meraviglia, traghettare la mente verso una realtà intangibile che prende forma grazie all’immaginazione: è il già citato caso dei soffitti affrescati nella Chiesa del Gesù e nella Chiesa di Sant’Ignazio a Roma, che portano il Paradiso all’interno delle mura dell’edificio religioso.

Padre Pozzo – “Gloria di Sant’Ignazio”, volta della Chiesa di Sant’Ignazio a Roma, 1685 – foto tratta dal web

La storia dell’anamorfosi è ben sintetizzata nell’articolo “Il mondo visto da un’altra prospettiva: l’arte dell’anamorfosi!”, sul blog “didatticarte” (CLICCA QUI PER LEGGERLO)

L’anamorfosi ottica non è altro che un sistema per contrastare l’effetto della prospettiva, che restringe e accorcia tutto ciò che si trova lontano dal nostro sguardo.

Alcune notti fa non riuscivo a prendere sonno perchè pensavo e ripensavo a come far sperimentare ai miei allievi dei corsi di disegno il fenomeno dell’anamorfosi senza utilizzare particolari software per la rielaborazione delle immagini: volevo che ottenessero un buon risultato anche avendo a disposizione solo un foglio, una matita, un righello e un cellulare per scattare una foto…e giovedì, durante la mia lezione online, ci sono riusciti!

Esercizi eseguiti durante la mia lezione di disegno online da
Shari, joselyn Navarrete e Mario Dino

Una volta messo a punto il metodo finalmente ho trovato pace e mi sono addormentata.
Nel fine settimana ho testato l’efficacia del metodo realizzando un semplice disegno rappresentante una tazzina di caffè, e alla fine ho preparato questo tutorial… volete provare? Non è difficile! buona visione!