I miei balconi… dalla finestra

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Eccolo qui il mio racconto, insieme di pensieri tra tanti altri testi scaturiti da questo periodo di pausa e di riflessione. sulla pagina DALLA FINESTRA…  grazie, è stato bello leggermi qui!

Sono parole che ho scritto all’incirca un mese fa, e quella pace è ormai un ricordo… sebbene abiti in una zona tranquilla, infatti, gli aerei da e per Malpensa hanno ricominciato ad attraversare il cielo del mio cortile, le auto, pur non frequentissime, si fanno sentire. Soprattutto, in tempi normali non avevo mai fatto caso ad un leggero rumore di sottofondo, fisso e continuo, generato da una fabbrica non lontana. Ma in quei giorni tutto mi sembrava più rilassante e non mi spiegavo perchè: successivamente alla ripresa di molte attività mi sono accorta dell’esistenza di quel ronzio, che anche ora, mentre sto scrivendo, mi fa da sottofondo.

Molto carina anche l’illustrazione realizzata da Federica Fabbian: è affascinante pensare che qualcuno, senza conoscerti, dal tuo racconto possa immaginarti e ritrarti… magia della parola scritta! Chi legge si crea mentalmente una propria immagine, diversa da quella di altri lettori… personalizzata, filtrata dalla propria esperienza!

Parentesi

parentesiconfirmaEcco che ci accingiamo a chiudere una parentesi.
O meglio, noi abbiamo deciso così; abbiamo deciso di farlo gradualmente, con i piedi di piombo, ma abbiamo comunque deciso che va chiusa.
L’ultima parola sull’argomento non spetta però all’uomo.
Abbiamo sicuramente (?) imparato che non tutto è addomesticabile e controllabile, che alcuni eventi sono talmente enormi da non poterli racchiudere tra due parentesi che possiamo aprire e chiudere a nostro piacimento.

Per alcuni è stata una parentesi tragica;
Per altri è stata una parentesi di fatica e paura;
Per altri ancora è stata una parentesi di preoccupazione per il futuro.
Per molti e anche per me, che ho avuto la fortuna di poter continuare a svolgere il mio lavoro almeno in parte, è stata una parentesi tranquilla.

Una parentesi tranquilla nella quale non mi sono sentita “prigioniera” tra le mura della mia casa, ed in cui mi sono goduta i figli, cenando con tranquillità con la mia famiglia, cosa che quest’anno non avveniva mai a causa dei miei orari.
Certo, alcuni aspetti del mio lavoro mi sono mancati, ma del resto ogni situazione ha il suo lato buono, magari diverso da un periodo all’altro.

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La mia parentesi è iniziata subito dopo una bella gita in Liguria il 23 febbraio: la giornata era grigia, ma valeva la pena di farsi una bella scorpacciata di bellezza e di infinito prima di iniziare un periodo dagli orizzonti limitati.

La prima settimana è scivolata via a ritmi tranquilli, sotto il segno della tisana, occasione per riprendere molte cose lasciate indietro, ma senza affanni, spazio per attività ma anche per riflessioni.
Personalmente le pareti di casa fino ad ora non mi sono state strette… ma penso che per molti single l’impossibilità di vedere amici sia stato un grosso sacrificio, molto più grande di quello di chi ha una famiglia in cui la vita trascorre serena.
Sì, ok, è stata per molti un’occasione per riflettere con calma, per vedere la propria vita da un’altra angolazione, dall’esterno, quasi da spettatori, quindi un’opportunità per conoscere meglio se stessi… ma la solitudine non si sopporta molto a lungo, e fortunatamente la tecnologia ha permesso di sconfiggerla almeno in parte.
Chi ha grande immaginazione e creatività ha indubbiamente avuto un vantaggio rispetto agli altri. Molti si sono consolati con la compagnia degli animali domestici.

E gli adolescenti? Anche loro hanno sicuramente dovuto sopportare un peso maggiore rispetto a quello sostenuto da chi appartiene alla mia generazione: hanno una vita davanti, tutta da costruire, ed ogni giorno è prezioso: ogni dì può essere foriero di nuovi incontri e nuove esperienze importanti per il proprio futuro… la gioventù è quella che stanno vivendo, e non ritornerà più.

Dieci giorni fa uscivo di sera sul balcone, scattavo questa foto e scrivevo queste parole, magari un po’ “deliranti”, parole che in futuro mi ricorderanno ciò che questo periodo mi ha regalato:

notte
Balcone Est – Balcone Ovest

Balcone Est.

È notte.
Profumo d’estate e di fiori di robinia.
Gli aerei non passano quasi più: nessun rumore meccanico o umano,
solo il frinire dei grilli.
In alto solo buio, profondo ed infinito.
Buio protettivo come una coperta,
ma così misterioso e profondo da provocare l’ebbrezza di un brivido.
Ringrazio di vivere qui,
nel mio snobbato quartiere periferico,
le cui vie portano il nome dei fiori.

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È mattino.
In quest’angolo di balcone prendo il sole,
circondata dalle poche eroiche piante
che hanno superato l’inverno,
prima trascurate, accudite ora come figlie.
Controllo i progressi del geranio dai fiori magenta,
e attendo con ansia lo sbocciare dei grossi gigli gialli.
Piacevole è la sensazione della pelle che scotta già a fine aprile:
la terra si è presa una pausa, una boccata d’aria pulita,
e l’aria è tersa e secca.

questa
con la pelle che scotta ancora entro, e sul tavolo davanti alla porta-finestra Flora, accucciata accanto al computer, mi guarda con i suoi occhi lucidi e trasparenti come biglie di vetro.
Accarezzo la gatta e poi guardo il mio pc…che gioia oggi vedere le facce delle mie alunne su quel monitor,
magica finestra sul mondo.

Balcone Ovest

È notte.
FFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF…
Aliti di vento s’infiltrano e sibilano tra gli aghi dei pini.
I pini…nella fretta di giorni “normali” e convulsi non ho mai notato la loro voce, mentre ora sembrano parlarmi…
ora distinguo chiaramente questa voce dal chiacchiericcio sommesso delle latifoglie.
Voci e profumi mi parlano del lungo tempo estivo trascorso al mare durante l’infanzia e l’adolescenza:
se chiudo gli occhi, come per miracolo, il tempo corre a ritroso e sono ancora lì.
I pini…vedo i loro rami moltiplicarsi da infinite biforcazioni,
chiome come grandi ombrelli che sembrano abbracciarmi e avvolgermi, come per proteggermi.

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È pomeriggio.

Pur di posizionarmi qui, sotto le chiome dei miei amati pini,
recupero un tavolino traballante, l’unico che possa essere collocato sullo stretto balcone, e ci appoggio il computer.

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Lavorare sotto gli alberi con gli uccellini che cantano… cosa voglio di più dalla vita?
C’è un bel sole caldo, ma dalle fitte chiome ne filtra solo qualche piacevole raggio…
…Flora la pensa diversamente da me, e cerca di coprire ogni centimetro di una calda macchia di sole guardando il mondo da sotto in su, con la testa infilata tra le sbarre della ringhiera.
flo


Nel coro di cinguettii distinguo le voci di passeri, merli e tortore.

Gli occhi, un po’ disabituati a focalizzare orizzonti veri, di tanto in tanto si staccano dal monitor e cercano il verde delle chiome di alberi lontanissimi, ed “io nel pensier mi fingo”, quasi avvertendo l’erba nuova e morbida sotto i piedi.
All’improvviso una nuvola copre il sole sfumando i contorni delle ombre fino ad annullarle…
una cornacchia emette un suono gracchiante, poi le prime gocce e il profumo di terra bagnata.
Meglio rientrare.

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Non so se sia solo un’impressione, ma la natura quest’anno mi sembra più rigogliosa: i ciliegi del mio cortile ad inizio aprile erano un vero spettacolo brulicante di vita: nuvole candide ronzanti di api.

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piuchiara
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particolare

Autocertificazione illustrata

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e niente, non ho resistito… ho fatto anch’io la mia …. clicca sul link in giallo o sull’immagine per vederla.
Pubblicata anche sulla pagina Instagram: autocertificazioni_illustrate!

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L’arte non si ferma

E’ un po’ come imparare a scrivere o a suonare: quando si incomincia a padroneggiare lo strumento, l’espressione scivola via lieve dalla mente ai tasti, o alle corde, o alla penna…

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Anche per quanto riguarda il disegno e la pittura vale lo stesso principio: non appena si incomincia a sentirsi un po’ più sicuri nella gestione del mezzo, l’espressione di contenuti che si sentono particolarmente vicini in un certo momento della vita prendono forma sul foglio o sulla tela con una certa facilità.
Regole di grammatica dell’espressione figurativa sono le norme per la rappresentazione delle ombre e della profondità, la teoria del colore, i canoni per la rappresentazione proporzionata di una figura…

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disegno a pastello su cartoncino grigio di Giulia Frassinetti

Nel corso di questo particolarissimo mese di marzo le allieve dei miei Corsi di disegno e pittura del Music Lab di Busto Arsizio,, ormai abbastanza sicure nell’uso del mezzo disegnativo e pittorico,  hanno riempito di forme e colori il vuoto e la preoccupazione che gravano su questo periodo difficile.
Lo hanno fatto stando a casa, chiedendomi consigli via WhatsApp e inviandomi foto che mostravano la progressione del loro lavoro… e io, a volte spiegando loro a parole cosa fare, altre volte utilizzando Photoshop per correggere forme, accentuare ombre ecc… ho provato ad aiutarle a distanza.

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Rimango dell’idea che sarebbe stato interessante anche fare qualche videolezione: mi sono infatti resa conto che un periodo come questo, che non permette una sperimentazione “sul campo”e un dialogo faccia a faccia, può essere considerato un’opportunità per approfondire e precisare tanti concetti teorici che potrebbero costituire un solido fondamento per l’attività pratica. Qualche esempio? uno studio più accurato sulle ombre, nozioni di base sulla prospettiva, utili per la rappresentazione di paesaggi…

prospettiva

…ma al gruppo evidentemente mancherebbe l’aspetto aggregativo e in un certo senso “terapeutico” di questi corsi, nei quali, persone accomunate dalla stessa forte passione per l’espressione figurativa trascorrono allegri momenti di assoluto relax… del resto il disegno e la pittura sono attività manuali che hanno un potere davvero magico: permettono infatti di far scivolare le ore in modo piacevole e lieve, un tempo nel quale lo stressante livello di concentrazione che solitamente caratterizza l’attività lavorativa appare come un ricordo vago e lontano… tanto da far perdere la cognizione del tempo a chi vi si dedica!

CLICCA QUI per vedere  I LAVORI REALIZZATI IN QUESTO PERIODO DALLE ALLIEVE DEL CORSO DI DISEGNO E PITTURA TENUTO PRESSO MUSIC LAB

tutto andrà bene (?).

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Arriva lei, indifferente a tutto, con la sua prorompente bellezza, colori e profumi che invitano ad uscire…

… ma quanta fatica si fa a privarsi di questo azzurro?

PRIMAVERA arriva, ignara e indifferente davanti alle nostre discussioni sui social, alle nostre psicosi, alle giuste prudenze e all’ostinazione nel trasgredire le regole nonostante tutto…

20200228_142602con ingenuità disarmante le viole fanno bella mostra di sè, profumo delicato che mi ricorda quello dei neonati… primo fiore a sbocciare nei prati, la viola annuncia una primavera ancora in fasce.

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Piccoli soli sbocciano ovunque, incuranti dei nostri confini, natura che supera (nel bene e nel male) i muri che l’umanità costruisce.

Tutto andrà bene. La speranza ci sostiene, ma sentiamo che questa terra feconda, pur inondandosi di verde e di colori, quasi impercettibilmente frana sotto i nostri piedi.

Ma sì, forza, tutto andrà bene.