Schizzare un volto visto di scorcio

uffa
In questi giorni ho provato a schizzare sul mio sketchbook (in realtà un vecchio album per foto rimasto inutilizzato) alcuni volti femminili visti più o meno di scorcio.

IMG_20200410_232232_859

20200407_170419

Disegnare un volto visto frontalmente o di profilo non è particolarmente difficile (vedi: Le ombre: dalla sfera al volto e disegno del volto di profilo); le cose si complicano quando è ruotato in una posizione intermedia (vedi” schizzare un volto visto di 3/4 e occhi naso e bocca nel viso visto di 3/4) e l’impresa diventa ancora più complessa se si prova a rappresentare un viso visto di scorcio.

Ma qual’è il significato dell’espressione “di scorcio”? Letteralmente significa accorciato. Ciò avviene per effetto della prospettiva: come in un pavimento vediamo le piastrelle, che in realtà sono quadrate, con un’altezza notevolmente inferiore alla loro larghezza, così anche la figura umana può risultare “scorciata” in tutti suoi elementi se la vediamo dal basso o dall’alto.


In quale caso il viso appare “accorciato”, ovvero con la sua lunghezza “ridotta”?

  • quando lo si guarda dal basso verso l’alto (figura 1)
  • quando lo si guarda dall’alto verso il basso (figura 2)
  • quando la figura che si ha di fronte ha il capo reclinato verso il basso (figura 3)
  • quando la figura che si ha di fronte ha la testa riversa all’indietro (figura 4)
  • quando si guarda una figura sdraiata standovi di fronte dalla parte dei piedi (figura 5) o dalla parte della testa (figura 6)

perblog

La visuale indicata nella figura 5 è quella adottata nella rappresentazione del famosissimo “Cristo morto” (1475-78 circa) di Andrea Mantegna, tra i primi artisti che si dedicarono allo scorcio prospettico applicato alla figura umana.

Cristo morto Andrea Mantegna
immagine tratta dal web

La prospettiva, codificata all’inizio del secolo in cui visse l’artista, fu da subito applicata in maniera puntuale e precisa nella rappresentazione dell’architettura, i cui volumi geometrici risultavano più facilmente definibili applicando le norme che regolano la visione prospettica, come dimostra il dipinto di Piero della Francesca intitolato “Flagellazione di Cristo” del 1455–1460 (immagine in basso).

flagellazioneù
immagine tratta dal web

Tali norme risultavano invece meno oggettivamente applicabili nella rappresentazione di forme più irregolari e complesse come quelle del corpo umano: Se infatti si confronta la figura del Cristo con la foto di un uomo sdraiato, ci si rende subito conto che nel dipinto dell’artista quattrocentesco i piedi in primo piano sono più piccoli di come apparirebbero nella realtà, mentre la testa risulta grande. Lo scorcio del volto è comunque perfetto.

Questo slideshow richiede JavaScript.

immagini tratte dal web

Mantegna introdusse una grande novità, infatti dopo di lui tanti altri artisti si misurarono con il complesso tema della figura vista di scorcio, ne sono un esempio le opere visibili nello slideshow in alto.
Solo alla fine del Cinquecento le anomalie prospettiche vennero completamente risolte, per arrivare alla straordinaria abilità degli artisti settecenteschi che, popolando illusoriamente i soffitti di figure viste dal basso, portarono questo tema a livelli virtuosistici.

(per approfondire l’argomento consiglio la visita del Blog didatticarte a QUESTO LINK).

nuovo

Ma ora veniamo a noi.
Per effetto della prospettiva, in un volto visto dal basso la fronte risulterà più stretta della mascella (immagine in alto a sinistra), mentre nel caso opposto vedremo la forma della testa stringersi molto verso il mento (immagine in alto a destra). Come sempre converrà utilizzare linee di riferimento per posizionare sopracciglia, occhi, naso, bocca, mento… che in questo caso non saranno tratti rettilinei (vedi immagine in basso e Le ombre: dalla sfera al volto) come nel viso visto di fronte, ma curve.
PROPORZIONI

Perchè curve? Proverò a spiegarlo in maniera semplice con il solito ovetto, dotato di meridiani (come quello che segna l’asse di simmetria del volto) e paralleli (le linee di sopracciglia, occhi, naso, bocca e mento) simili a quelli di un mappamondo.

ovettoovetti

Come si può notare in queste foto, se l’uovo viene visto dall’alto le linee orizzontali che vengono solitamente tracciate come riferimento per disegnare i diversi elementi del volto appaiono come curve la cui rotondità è rivolta verso il basso (foto a sinistra) mentre se l’uovo è visto dal basso le curve sono orientate in modo opposto (foto 1, 2 e 3)
Inoltre, osservando le figure 1, 2 e 3 si può notare come le linee tendano ad avere una curvatura sempre più accentuata aumentando l’inclinazione dell’uovo.
Un’altra importante considerazione che si può fare guardando le immagini è che, per effetto della prospettiva, le linee parallele che si trovano in prossimità di chi guarda appaiono più distanti tra loro rispetto a quelle più lontane, ad esempio: nell’immagine 3 la distanza tra la linea delle sopracciglia e quella degli occhi risulta minore di quella tra la linea del naso e della bocca, anche se nella realtà questi due spazi sono uguali.
Il disegno in basso è stato tracciato a partire da uno schema simile a quello della foto 2.

viola

tre quarti
Se poi il volto, oltre ad essere visto di scorcio, è anche leggermente ruotato lateralmente, alche il “meridiano” che costituisce l’asse di simmetria del volto si trasformerà in una curva (foto in alto).

Naturalmente l’uovo è una semplificazione, nella realtà il volto ha concavità e sporgenze che sulla superficie liscia e uniforme dell’uovo non esistono, ma serve per capire come disegnare un immaginario “involucro” necessario per poter schizzare i volti così inclinati, come si può notare nei disegni dell’immagine in basso: prima di schizzare il viso ho infatti disegnato ed evidenziato con il tratteggio rosso una forma ovoidale che ho utilizzato come schema di riferimento.

dall'alto
al basso

CLICCA QUI PER LEGGERE L’APPROFONDIMENTO SUL DISEGNO DEGLI OCCHI E DEL NASO NEL VISO VISTO DAL BASSO.

the wave

Articolo aggiornato il 14/05/19

Esporrò ancora “the Wave” domenica 26 maggio durante questa manifestazione:
MILANO 3 VIVE L’ARTE, presso il laghetto di Basiglio.

La terra siamo noi, multiforme e multicolore onda di umanità palpitante in cammino, che vive per lasciare il suo segno… speriamo costruttivo. 
La ribellione della natura che presuntuosamente pensiamo di poter dominare sempre e comunque potrebbe travolgerci con la forza di uno tsunami…
distratti da un'”invitante” realtà virtuale, rischiamo di essere ciechi di fronte alle trasformazioni negative che la “nostra casa” sta subendo.

quadrata2"the wave", particolare

The wave

A te che sei felice di essere ciò che sei.
A te che sei un essere unico, diverso da qualunque altro, che arricchisce il mondo con la sua originalità.

A te che, nonostante gli ostacoli da superare, hai guardato avanti, trasformando quegli ostacoli nei tuoi punti di forza.
A te che lotti contro la sofferenza ogni giorno.
A te che sei irrimediabilmente etichettata come un essere “diverso”.
A te che hai lo sguardo più lungo di tutti gli altri, e che, proprio per via di quella spiacevole “etichetta”, vedi oltre le mode, le convenzioni, la cecità della massa.
A te che porti avanti la tua battaglia, fragile esserino che coraggiosamente si pone al cospetto dei giganti.
A te che non vuoi assomigliare ad alcuna altra donna, tanto meno ad una “bambola” priva di imperfezioni ma anche dell’anima.
A te che sei capace di lasciare il segno pur vivendo i tuoi giorni nell’anonimato.
A te che coraggiosamente e silenziosamente nutri i tuoi figli insegnando loro la pienezza della vita, ma anche a te che, pur non avendo figli tuoi, sei più madre di molte altre donne.
A te che hai visto la vita per la prima volta proprio adesso, creatura inerme e inconsapevole per la quale il mondo è il corpo caldo della mamma.
A te che, approdando nell’ignoto con un bagaglio pieno di nostalgia, di tradizioni e di ricordi ci regali 
colori e profumi che sanno di mondi lontani.
Siamo un mosaico di vite, tante tessere di forme e colori diversi.
Non privarti del tuo spessore, della tua profondità per perderti in una bidimensionalità, apparentemente luminosa ma in realtà infinitamente fredda e buia.
Sii onda, piena di energia e traboccante di vita.

"the wave", acrilico su plexiglass, Elisabetta Neri

La tecnica di “the wave” è quella messa a punto all’inizio degli anni ’90, di pittura su plexiglass. Nel ’93 il quadro “Contrasti”, realizzato per il concorso
CIVILTA’ CONTADINA, VALORI E MEMORIE, organizzato dal Comune di Tornaco
(Novara), ha ottenuto il premio giovani. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU’

“The wave” è la versione “aggiornata” di “Contrasti” (immagini in basso): infatti in tutte e due le opere ho tentato di “fotografare” caratteristiche e contraddizioni del momento storico in cui li ho realizzati.

contrasti

contrasti2
particolare del dipinto “Contrasti”

Ho utilizzato questa tecnica anche per la realizzazione di “Like” (immagine in basso)

like copia


"the wave", acrilico su plexiglass, Elisabetta Neri

Definisco “neo-pop” lo stile di “The Wave” anche per queste caratteristiche:

  • colori vivaci e delineo marcato per le figure, rappresentate quasi come personaggi dei fumetti
  • Utilizzo di colori spray che si sfumano uno dentro l’altro, ispirati al graffitsmo
  • utilizzo di colori acrilici e di materiali plastici dai colori brillanti.

Se questo mio dipinto ti incuriosisce, puoi vederlo dal vivo domenica 26 maggio. Esporrò anche “grande fratello”, visibile nell’immagine qui sotto:

senza testo
“Grande fratello”, pastello su carta da pacco, Elisabetta Neri